Un incontro pubblico, a Sammichele di Bari, insieme all’Assessore all’ambiente della Regione Puglia Domenico Santorsola per spiegare le ragioni di un SI per il referendum di domenica prossima, 17 aprile, sulla durata delle concessioni per estrazioni di idrocarburi in impianti a meno di 12 miglia dalle coste italiane. Ad organizzarlo è stata la Pro Loco, con un occhio alla tutela dell’ambiente e del territorio e l’altro a chiarire le posizioni di un referendum che da troppi è stato sottaciuto e snobbato come inutile e dannoso.
A margine dell’incontro abbiamo incontrato, a poche ore dall’apertura delle urne, l’assessore Santorsola, che ha ribadito e difeso, ancora una volta, il ruolo della Regione Puglia nella difesa, tenace, di un referendum che a Roma ed a Palazzo Chigi proprio non è andato giù.
Eppure si tratta di un appuntamento pressocchè storico. Per la prima volta in Italia sono le Regioni a proporre un referendum, ovvero a riappropriarsi della potestà, prevista dalla Costituzione, di opporsi ad una norma dello Stato non attraverso ricorsi alla Corte Costituzionale (come sempre era stato fatto, in genere per conflitto di attribuzioni di competenze), ma dando la parola ai cittadini ed elettori, perchè si potessero esprimere su temi di importanza diffusa.
Assessore, l’impegno della Regione per il si al referendum è noto. Ad poche ore dal referendum quale è il bilancio di questa campagna referendaria?
“Io credo che la Puglia si è schierata fin da subito in favore del Si all’eliminazione di questo regalo a vita alle lobby del petrolio, e credo che sia stato un impegno forte e portato avanti con fatica e con volontà. Negli ultimi giorni questa fatica e questa volontà si sono intensificate e stanno dando un risultato che a me sembra davvero positivo: quello di un coinvolgimento sempre più importante e cosciente da parte della popolazione, a dispetto di quanti avrebbero voluto l’ignoranza e la non partecipazione al voto ed al mantenimento di un diritto costituzionale che ci rende davvero democratici”.
La Giunta di cui lei fa parte, con il Presidente Emiliano in prima persona, si è spesa molto per il Si al referendum. E lo stesso Emiliano ha apertamente sostenuto la campagna referendaria anche come Regione proponente, nonostante questo abbia portato a delle divergenze all’interno del Partito Democratico e con il suo segretario…
“L’ha messa in maniera politicamente corretta. In effetti parlare di divergenze è eufemistico direi…”
Beh, è sotto gli occhi di tutti. A suo avviso quanto le questioni politiche possono influenzare quello che sarà l’andamento referenziale.
“Io credo che le divergenze non abbiano fermato nè scalfito minimamente la volontà di Michele Emiliano e di tutta la Giunta della Regione Puglia di andare avanti affrontando un problema che dalla nostra popolazione è molto sentito. Credo che sia, infatti, un preciso dovere dei politici votati da una certa comunità essere al fianco di quella comunità e tutelare i diritti e le vocazioni in termini di lavoro, cultura, efficentamento energetico, ambientale che il nostro territorio esprimono”.
Ed infatti… la Puglia si è chiaramente espressa a tutti i livelli, politici e sociali, per una sostenibilità energetica da un lato, e per la tutela di alcuni nostri punti di forza come l’ambiente, il turismo, l’enogastronomia, l’agricoltura… che non siano il petrolio e l’estrazione degli idrocarburi, dall’altro lato. Quanto è importante proseguire su questa strada?
E”‘ importantissimo. Anzi è vitale. Perchè le condizioni del pianeta, e non solo della Puglia, così come sancito dal Cop 21 di Parigi nello scorso dicembre, parlano di una Terra davvero in pericolo. Il nostro pianeta ha la febbre, e merita una terapia adeguata, che passa attraverso un cambio di passo di quelle che sono le nostre abitudini economiche, di vita, alimentari… di scelte in termini di energia. Se non prendiamo atto che queste scelte sono necessariamente immediate, corriamo il rischio di perdere tempo e di perdere quello che oggi ci caratterizza e ci permette la sopravvivenza: la biodiversità. Se perdiamo la biodiversità, la capacità di essere diversi e di poter avere un ambiente faunistico, floreale diverso e caratterizzante noi non riusciremo a sopravvivere a quelli che sono i mali causati dall’uomo nell’ultimo periodo”.
Oggi (15 aprile n.d.r.) il Tar del Lazio ha confermato la data del 17 aprile per il referendum, respingendo i ricorsi di alcune associazioni sull’unificazione della data, a cui si è espressa favorevolmente la Regione Puglia. Secondo lei avrebbe potuto essere una buona soluzione l’accorpamento della data del referendum con le amministrative?
“Io non so quanto possa essere stata più utile una cosa o l’altra. Ma si vota domenica e così è stato deciso, non certamente da noi. Quello che è importante è che invece ad oggi le comunità locali e gli enti locali hanno già vinto su due punti. Innanzitutto hanno portato il Governo a cambiare idea su 5 articoli per evitare altrettanti referendum, dimostrando di saper incidere su quelle che sono le volontà di un Governo centrale. Ed inoltre questa mobilitazione generale ha dato il senso di una capacità del popolo di sapersi ribellare democraticamente e pacificamente a quelle che sono volontà che vorrebbero essere indotte dall’alto. Il popolo si rifiuta con questo referendum di sottostare a tutto questo ed alle logiche delle lobby. Noi vogliamo scegliere di tutelare il nostro ambiente. E dobbiamo farlo subito”.
La foto del dibattito è stata scattata da Raffaele De Luisi











