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Regione Puglia, ancora un no della Commissione sanità al Piano ospedaliero di Emiliano

Maggioranza di centrosinistra in tensione alla Regione Puglia dopo la bocciatura (la seconda) del Piano di Riordino ospedaliero varato dalla Giunta, bocciato, modificato, ripresentato e nuovamente bocciato, questa volta con 2 voti esplicitamente contrari di due esponenti della maggioranza.

A meno di 24 ore da un’altra spaccatura, sulla nomina dei Garanti per i minori ed i detenuti.

Che ci siano due fazioni nella maggioranza di centrosinistra è cosa ben nota (i pro Emiliano e quelli che non vedono di buon occhio il presidente della Giunta), ma ora i problemi stanno venendo sempre più spesso in primo piano, e si rischia (qualcuno già lo chiede a gran voce) una verifica di maggioranza che al momento appare tutt’altro che scontata.

Questo pomeriggio la delibera relativa al riordino ospedaliero e della rete emergenza urgenza, modificata rispetto al testo che aveva già ricevuto un esito negativo, non ha superato, ancora una volta, l’esame in Commissione sanità.

Sei i voti contrari, tra i quali quelli di Cosimo Borraccino (SI) e Paolo Campo (Pd), oltre a i quattro commissari di opposizione Mario Conca e Marco Galante (M5S), Nino Marmo (FI) e Luigi Manca (Cor).

La delibera ha ottenuto i cinque voti favorevoli dei commissari di maggioranza. All’esito della votazione il presidente della Commissione sanità, Pino Romano, ha annunciato le proprie dimissioni.

E sul banco degli imputati finisce sicuramente chi quel piano l’ha voluto e fortemente difeso come unico possibile, ovvero Emiliano, che ha anche la delega alla Sanità. Una situazione che rischia di mettere in forte imbarazzo una Regione proprio pochi giorni dopo il varo delle nuove linee guida sui LEA varato dal Ministero della Salute e che già deve dribblare le risacche di un piano di rientro della spesa sanitaria che rischia di frenare chissà per quanto tempo l’intero settore.

Per il capogruppo di Area Popolare Giannicola De Leonardis si tratta di un Piano “nato male, senza un vero e necessario confronto preliminare con tutti gli attori e con squilibri tra un territorio e l’altro fin troppo evidenti”. Un’impostazione che continua a non convincere non soltanto noi dell’opposizione, che l’abbiamo sin dalle prime battute contestata con chiarezza e linearità, ma anche alcuni esponenti della stessa maggioranza, che al momento della verità non se la sentono evidentemente di condividerla e con il loro contrario si spingono a determinare quello che è accaduto oggi in Commissione”.

Per Cosimo Borracino si tratta di “un dato politico molto forte di cui il presidente Emiliano deve tener assolutamente conto in futuro. Ci siamo  presentati  con ben 16 proposte emendative per  cercare di risolvere almeno le criticità macroscopiche , sollecitate a viva voce in primis dai cittadini e poi dagli operatori del settore, dalle associazioni di categoria, dai sindacati. A questo punto è necessario un confronto serio all’interno della maggioranza nell’interesse dei pugliesi che attendono una seria programmazione sanitaria”.

I Consiglieri di Forza Italia si richiamano a Manzoni. ““Ormai è evidente: questo Piano di Riordino, “non s’ha da fare”. Dopo oltre un anno di discussioni, revisioni e bocciature, in III Commissione Sanità arriva il colpo di grazia al documento programmatico, affossato dal voto contrario non solo delle opposizioni ma anche di alcuni esponenti della maggioranza. Questo ennesimo fallimento provoca le dimissioni anche del Presidente Romano, probabilmente il meno colpevole per una situazione di immobilismo che ha in definitiva un solo responsabile: Emiliano”.

Per Luigi Manca (CoR) “la seconda bocciatura conferma quando da noi sostenuto da tempo: questo Piano di Riordino Ospedaliero è fatto male e va completamente riscritto! Per questo motivo come gruppo non avevamo presentato nessun emendamento-suggerimento perché non serviva aggiustare questa o quella situazione. Non avevamo ‘campanili’ da difendere per mettere al sicuro un tesoretto elettorale. Sulla salute dei pugliesi fare operazioni del genere è da sciacalli!”.

Si tratta di “un fallimento di Michele Emiliano da assessore alla Sanità.” Questo il primo duro commento degli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. “E’ il giusto esito – proseguono i cinquestelle – per un piano pensato male e progettato peggio che non andava semplicemente rivisto ma totalmente modificato”.

Parlano di un malessere all’interno della maggioranza da chiarire subito le liste civiche a sostegno di Michele Emiliano. “Se due consiglieri di maggioranza, con un chiaro voto politico, non approvano il piano di riordino vuol dire che la coalizione, nel primo anno e mezzo di mandato, debba immediatamente approfondire i malesseri in corso. E questa volta, come successo meno di 24 ore fa per la mancata elezione dei Garanti, nessuno può puntare il dito contro la regia occulta delle liste civiche. Su un tema così delicato come la sanità, il nostro voto favorevole non è venuto meno, a differenza di altre forze politiche che evidentemente, a questo punto, devono chiarire la propria posizione”.

Michele Emiliano, direttamente chiamato in causa (è lui l’Assessore alla Sanità della Regione Puglia) se la prende direttamente con Campo, esponente del Pd di Manfredonia che ha votato contro il Piano di Riordino.

“La protesta contro il piano di riordino da parte del Sindaco di Manfredonia ha oggi indotto il consigliere regionale della città a votare in Commissione contro il suddetto piano. Entrambi chiedevano che le strutture complesse (in pratica l’esistenza dei primariati) fossero rese compatibili con gli ospedali di base, in modo da poter istituire in futuro nuove strutture di tal tipo”.

Poi spiega le ragioni. “Purtroppo la legge nazionale, non il piano di riordino, non consente per il futuro agli ospedali di base di istituire nuove strutture complesse, ma al massimo di semplici o dipartimentali assegnate a primari aventi sede in diverse città. È dunque incomprensibile la decisione del consigliere Campo di votare, solo per questa ragione, contro un provvedimento di ben più vasta portata e importanza. Tale voto del consigliere Campo non cambierà nulla del piano di riordino. Le esigenze localistiche, pur apprezzabili, non possono cambiare una legge nazionale che il nostro piano di riordino deve rispettare”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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