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Legge elettorale, la sveglia è suonata da un pezzo. E continuano a litigare

Regione Puglia. Si litiga ancora e ancora e ancora sulla legge elettorale. La maggioranza abbandona gli inutili lavori della Commissione alla ricerca di un accordo di fatto impossibile sulla legge elettorale, e l’opposizione si prepara a non partecipare ai lavori in Aula la settimana prossima, quando si proverà a licenziare una legge tanto agognata quanto indispensabile. Uno scontro al vetriolo tra i banchi del Consiglio Regionale che produce, per l’ennesima volta, una visione scadente di quanto poco efficace sia stato il lavoro in via Capruzzi sulla legge elettorale, e di quanto forti siano le prese di posizione dei partiti e dei gruppi politici su decisioni indispensabili, urgenti ed indifferibili.

Si sa, spesso la politica brilla per la sua capacità di procrastinare le decisioni. Ma in Puglia stiamo davvero esagerando. Non abbiamo una legge elettorale. Questo è il punto di partenza. E dobbiamo urgentemente (ci siamo stancati di ripeterlo n.d.r.) dotarci di una normativa per le prossime scadenze elettorali (siamo a tre mesi da voto e non sappiamo nemmeno se e come ci saranno sbarramenti, obblighi di coalizioni, presenza femminile nelle liste, distretti di voto) e tutto è in alto mare per la vergognosa incapacità del Consiglio Regionale di trovare un accordo soddisfacente.

Certo, alla maggior parte dei pugliesi una disputa sulla legge elettorale nemmeno interessa. Ma a chi stanno a cuore le sorti della democrazia in Puglia si.

Sarà l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale a valutare l’iter legislativo delle modifiche alla legge elettorale dopo l’esito dei lavori della commissione di merito, conclusisi con l’abbandono da parte dei consiglieri di maggioranza.

La VII commissione era stata chiamata dal presidente Giannicola De Leonardis a discutere gli emendamenti tecnici alla proposta di legge approvati dall’Ufficio di Presidenza nei giorni scorsi, sbloccando la situazione di stallo venutasi a creare. Il gruppo di FI ha presentato 13 ulteriori emendamenti, chiedendo che si procedesse all’esame complessivo del provvedimento per arrivare all’approvazione di una normativa organica e in linea con i rilievi delle Corte Costituzionale sulla legge regionale in vigore.

Non dello stesso avviso la maggioranza che, alla luce delle posizioni politiche piuttosto articolate, avrebbe voluto procedere all’esame degli emendamenti tecnici già licenziati dall’Ufficio di Presidenza,  per poi passare alla discussione  dell’articolato complessivo in Consiglio regionale.  Di qui l’abbandono dei lavori con conseguente venir meno del numero legale, nonostante l’invito rivolto ai commissari dal Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna che ha seguito i lavori,  a discutere le  determinazioni assunte dall’Ufficio di Presidenza.

Introna  ha preso atto della situazione, demandando le valutazioni conseguenti all’Ufficio di Presidenza che sarà convocato a breve.

Uno strappo che rischia di avere ripercussioni anche in Aula, dove Forza Italia sta pensando di rispondere pan per focaccia, non partecipando ai lavori.

“Lo sgarbo istituzionale e strumentale della maggioranza, consumatosi ieri in Commissione, mirato alla formazione di una legge truffa, non può vederci conniventi in Consiglio regionale”. Lo dichiara il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Ignazio Zullo. “Se poi –aggiunge- loro ritengono, strumentalmente, che i nostri emendamenti siano tardivi, come giudicano l’emendamento Procacci, del quale non c’è traccia nella sede istituzionale e campeggia sui mass media? Bene, si facciano pure la loro legge ‘truffa’ e se la facciano da soli. Il Presidente Introna non si renda complice di cotanta arroganza: abbiamo perso l’occasione di licenziare ieri in Commissione l’intera legge elettorale, per poi votarla in Consiglio, come concordato, il 9,10 e l’11. Il presidente Introna  –conclude Zullo- è ancora in tempo per porre rimedio ad un gioco pericoloso per l’istituzione e per la collettività”.

Ma la maggioranza fa quadrato intorno alla richiesta di portare direttamente in Aula il testo.

“È ora che la partita passi nelle mani dell’Ufficio di presidenza al quale rinnoviamo l’appello, in maniera sempre più stringente, affinché convochi il Consiglio con all’Ordine del giorno la legge elettorale, per aiutare le forze politiche a mettere a punto le modifiche necessarie per dare ai cittadini pugliesi il migliore strumento possibile per esercitare il proprio diritto di voto”.

E’ la richiesta che rivolgono al presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, i capigruppo e consiglieri Pino Romano (Pd), Michele Losappio (Sel), Angelo Disabato (Puglia per Vendola), Donato Pellegrino (Psi), Francesco Damone (Gruppo misto), Tommy Attanasio (Gruppo misto) e Aurelio Gianfreda (Democratici autonomi). “Apprezziamo – sottolineano – il lavoro fatto dall’opposizione sulla legge elettorale, attraverso gli emendamenti che, purtroppo, sono stati presentati in un periodo che lascia pensare più a una strumentalizzazione che a una voglia di miglioramento. Il lavoro di Forza Italia, se presentato a settembre, avrebbe rappresentato un contributo utile, mentre al momento serve solo a fare arenare la legge in Commissione e dà l’impressione che FI stia lavorando per non dare alla Puglia una legge elettorale efficace e rispettosa della rappresentatività e della governabilità. Avremmo potuto approvare gli emendamenti tecnici licenziati alla unanimità dall’Ufficio di presidenza – rilevano – sarebbe stato un atto politicamente rilevante. Ma purtroppo hanno perso un’occasione importante”.

“A questo punto – concludono – gli emendamenti e i contributi di tutte le forze politiche siano affrontati in Aula, nel più  breve tempo possibile, con la mediazione dell’Ufficio di presidenza. È un nostro dovere non perdere più tempo: lo dobbiamo alla Puglia e ai pugliesi”.

Non sembra vero sentire i consiglieri regionali parlare di non perdere più tempo. Sarebbe ora che si svegliassero da quel languido torpore che per mesi ha permeato le riunioni e i dibattiti. La sveglia sta suonando da tempo. E’ ora di rimboccarsi le maniche e mettersi davvero a lavorare. Almeno per salvare le apparenze prima della fine di questa sciagurata vicenda.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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