“Noi in questi anni siamo stati la serietà“. Così Matteo Renzi a Bari oggi nel corso del suo tour elettorale. “Abbiamo sempre messo al centro prima l’interesse del Paese. Anche al costo di fare qualche battaglia difficile.” E cita le dimissioni di Teresa Bellanova per mandare a casa Conte, oppure il gasdotto TAP: “Se avessimo ascoltato le minacce di Michele Emiliano non avremmo mail realizzato il Tap e oggi sappiamo che quest’opera salva la Puglia e l’Italia e addirittura quelli che non lo volevano ora sono pronti a raddoppiarlo”.
Gli altri sono le “chiacchiere” per Renzi, da Salvini a Meloni sino ad arrivare a Letta. Ne ha anche per il Cinque stelle quando dice “Ci sono quelli che fanno politica promettendo il voto di scambio, clientelismo, come quelli che dicono votatemi perché vi do il reddito di cittadinanza”.
E sulla “Stalingrado d’Italia” di Emiliano, il leader di Italia Viva afferma: “Credo si debba vergognare del vocabolario che usa che è un vocabolario di odio, di aggressione verbale. Noi siamo diversi, rispondiamo alle persone che ci insultano con gli argomenti e poi saranno i cittadini a votare“.











