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Renzi: “I sindaci devono fare di più”. La replica dell’Anci Puglia: “Al danno si aggiunge la beffa”

Matteo Renzi è categorico, sono i sindaci a doversi rimboccare le maniche per dare una ripulita alle nostre città. “Dobbiamo mettere a posto di più le nostre città, che nei prossimi mesi i nostri sindaci lavorino di più, bisogna che le nostre città siano più pulite”. E poi sul Sud: “basta piagnistei: rimbocchiamoci le maniche. L’Italia, lo dicono i dati, è ripartita. E’ vero che il Sud cresce di meno e sicuramente il governo deve fare di più ma basta piangersi addosso”.

Insomma, cari sindaci meridionali, datevi da fare e non frignate! Questo in estrema sintesi il pensiero di Matteo Renzi.

Dichiarazioni che non vanno proprio giù al presidente dell’associazione dei sindaci pugliesi, Luigi Perrone.

“Al danno si aggiunge la beffa per i sindaci, il presidente del Consiglio dal Giappone chiede maggiore impegno ai sindaci per rendere accoglienti  le città, un intervento quanto mai fuori luogo e inopportuno, ché giunge proprio quando la Corte dei Conti, nella sua relazione sulla finanza territoriale, denuncia un livello di tassazione locale senza precedenti, con un aumento medio pro capite del 22%. La stessa Corte dei Conti inoltre, afferma che il livello record delle tasse locali è da imputare al  «meccanismo distorsivo» che nasce dai «pesanti  ripetuti tagli di risorse» e «scarica sul contribuente» il concorso degli enti locali agli obiettivi di finanza pubblica”.

Poi Perrone spiega.

“I Comuni sono allo stremo, costretti a sopportare da un lato i tagli scriteriati di risorse del Governo e dall’altro, gli asfissianti vincoli del patto di stabilità. E’ quasi impossibile dare servizi essenziali ai cittadini. Dal 2007 al 2015 i comuni hanno contribuito al risanamento dei conti pubblici con ben 18 miliardi, metà come riduzione dei trasferimenti statali e l’altra metà in termini di contributo al patto di Stabilità.  In tutto questo mettiamoci anche il tentativo di svilimento istituzionale perpetrato  ai danni  dei sindaci, messi alla gogna e costretti a fare da esattori per conto dello Stato,  gli unici però obbligati in prima persona a dare risposte concrete ai territori e impegnati a mantenere la tenuta economico-sociale delle comunità”.

Ed infine invita il premier ad alcune riflessioni.

“Basta proclami e promesse, il Governo dia risposte concrete e metta i sindaci nelle condizioni di operare! Il DL enti locali che doveva essere approvato a febbraio è tardivo e insoddisfacente e lascia irrisolte molte questioni di vitale importanza, tra cui anche l’obbligo delle gestioni associate, stigmatizzato dalla stessa Corte dei conti. I Comuni sono sempre disposti a fare la propria parte, ma chiedono autonomia e responsabilità; servono risorse certe per la spesa corrente, bisogna arrivare subito alla “local tax”, assegnando l’intero gettito della fiscalità locale di Tasi e Imu ai Comuni. Inoltre, bisogna rivedere definitivamente il patto di stabilità, è necessario allentarne i vincoli in sede europea e nei rapporti tra Stato ed enti locali. Bisogna liberare risorse fondamentali per agganciare la ripresa economica, se davvero vogliamo rilanciare gli investimenti nei nostri territori per rendere più accoglienti le nostri città, ma soprattutto, per ridare dignità ai servizi primari e ai cittadini.”

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Redazione
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