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Renzi si innamora del No

Dopo la batosta elettorale anche i “nani” politici del Pd, come D’Alema e Bersani, tornano giganti indiscussi della saggezza. Una specie di permuta al contrario, dove il proprietario del nuovo veicolo, resosi conto dell’errore, torna a scaldare il motore dell’usato sicuro.

E cosa c’è di più caldo del dolce pertugio del “No”? Due lettere, una liaison d’amore. Sì perché in quel 60% di rifiuto alla Costituzione 2.0, a Renzi e all’Europa, c’è di tutto. Da Casa Pound a Sinistra proletaria, marxisti e  nazisti, per quanto poco contino questi voti, queste etichette e queste analogie. Ma il senso è presto dato, nessuno è il vero vincitore ma c’è un solo grande sconfitto: Il Premier.

Premier che, dopo un discorso della sconfitta da manuale,  rispolverando una grande tradizione a sinistra per le batoste in lotta, annuncia dimissioni lampo mitigate dal soporifero Mattarella, attento alla stabilità cimiteriale del Paese.

C’era una grande frustrazione e un forte malumore tra gli elettori, e l’altissima affluenza ha confermato la voglia di esprimersi. Questo Renzi lo sa bene e infatti adesso punta all’all-in. Capitalizzare quel 40% di consensi, bruciare questo esecutivo, compattare le fila e ripresentarsi come unica chance di Governo.

A suo favore gioca la confusione, la mancanza di omogeneità nei fronti avversari e la difficoltà del PD a trovare un nuovo front-man con le sue doti.  Ad un Renzi-bis non ci sta e probabilmente non si fida nemmeno di un esecutivo tecnico che potrebbe sganciarsi dai suoi desiderata e proseguire fino a dimenticare Matteo.

Dunque che si fa? L’idea sarebbe quella di invitare tutte le compagini parlamentari all’inciucio, al gran governo di Unità Nazionale. Praticamente chiedere a chi è rimasto lindo e vittorioso, di sporcarsi lo smoking bianco di fango ed entrare nella melma degli appestati.

Giusto il gusto di farsi dire l’ovvio No che servirebbe, ancora una volta, a fare un lodevole discorso di congedo e tornare alle urne, con buona pace dei 600 parlamentari senza pensione. Già, vorrebbero arrivare a Settembre 2017 per maturare il diritto, chissà gli esodati cosa staranno maturando…

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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