Differenziata, si, ma come? Senza impianti di compostaggio e senza la chiusura del ciclo dei rifiuti si riduce a poco più che un mero spostamento di sacchetti da una parte all’altra della Regione, in attesa di destinarli (pagando) chissà dove.
E’ vero anche che per costruire impianti adeguati è necessario da un lato coinvolgere il territorio, ma dall’altro decidere comunque di farli. Altrimenti ha gioco facile il principio del “si, facciamolo, ma un po’ più in là e non nel mio orticello” che tanti, tantissimi danni ha provocato e continua a provocare anche oggi.
E poi, quello che ancora manca è una visione complessiva dell’intero ciclo. Non basta provare a gestire le emergenze o andare di rinvio in rinvio ogni 15 giorni per le deroghe ai conferimenti in discarica. E su questo punto siamo ancora molto, molto indietro in tutta la Puglia.
Ed intanto nel barese, ad esempio, a pochi giorni dall’avvio della raccolta differenziata porta a porta è stato deciso, senza adeguata comunicazione, il rinvio di 7 giorni (o forse 15, secondo alcuni) dell’avvio delle operazioni, mentre i cassonetti che avrebbero dovuto essere eliminati sono ancora (e per fortuna) ancora tutti al proprio posto.
Sul tema il Presidente del Gruppo consiliare Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo ha diffuso la seguente dichiarazione.
“Invitare a fare la raccolta differenziata senza impianti di compostaggio è come raccontare una bella favola senza il lieto fine.
E’ quello che da sempre sta facendo il centrosinistra che governa la nostra Regione che in assenza di una vera programmazione fa indire agli ARO (Ambito Raccolta Ottimali) gare uniche per far partire od ottimizzare, appunto, la raccolta differenziata da parte dei cittadini con la raccolta ‘porta a porta’, ma in assenza degli impianti di compostaggio l’unico risultato è che nelle case dei pugliesi ad aumentare sono non solo i secchi della spazzatura ma anche le tasse per la raccolta dei rifiuti.
In questo modo anche per i cittadini virtuosi – i diligenti che studiano prima e poi differenziano i propri rifiuti in base alla loro caratterizzazione – non solo non ci saranno sconti per aver contribuito a tenere sano l’ambiente e aver partecipato al riciclo dei materiali, ma un’ecotassa da pagare.
Eppure in questi anni come forza di opposizione abbiamo più volte presentato emendamenti perché in Puglia si costruissero impianti sia pubblici sia privati, nella convinzione che la concorrenza fra pubblico e privato (sotto il controllo della Regione) avrebbe anche potuto calmierare i prezzi che si sarebbero riversati con relativi benefici sui cittadini con una tassazione più bassa.
Riproporremo la questione con una proposta di legge per disciplinare la realizzazione o l’utilizzo di impianti pubblici e privati in un sistema di accreditamento che parta da una valutazione del fabbisogno e si fondi su requisiti impiantistici e su tariffe predeterminate dalla regione oltreché su un sistema di controllo puntuale e inflessibile. In questo modo faremmo a meno dell’agenzia e delle poltrone destinate, a spese dei cittadini, all’avv. Grandagliano, all’avv. Defranchi e alla dott.ssa Gallucci dei quali la Puglia può fare a meno alleggerendo le tasche dei cittadini”.











