HomePoliticaRiordino province. Maggioranza soddisfatta. L'opposizione non ci sta

Riordino province. Maggioranza soddisfatta. L’opposizione non ci sta

Commenti contrastanti sul disegno di legge di riordino delle province e degli enti territoriali in Puglia. Ad una maggioranza che parla di assunzione di responsabilità e di passo in avanti nel senso voluto dalla riforma DelRio l’opposizione contrappone l’assenza di una vera e propria disciplina, con norme di principio che rimandano ad atti successivi.”Se le Province fossero state già abolite sarebbe stato molto meglio. Per chi la pensa come me non resta che aspettare l’approvazione definitiva della riforma costituzionale promossa dal Governo Renzi, che farà cadere anche la trasformazione delle province in enti territoriali di area vasta. Così stando le cose, tuttavia, la legge approvata oggi ha un impianto razionale e realistico che andrà comunque sviluppato nei prossimi mesi con l’adozione dei provvedimenti amministrativi di attuazione.” Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, all’indomani dell’approvazione del disegno di legge regionale che riordina gli enti territoriali e ne ridisegna competenze e ruoli.

“Il Governo regionale ci ha messo tutto l’impegno – conclude Amati – in una materia che ha pochi onori e molti oneri, tipo quello di reperire le risorse necessarie per portare a regime l’mpianto normativo cornice dettato dal provvedimento legislativo approvato oggi. Ho motivo di ritenere che ciò sarà fatto, nella tempistica più congrua.”

Il presidente della Giunta Michele Emiliano ha espresso  la sua soddisfazione, sottolineando che “Questo disegno di legge è frutto di un processo di partecipazione assai significativo, sono stati accolti i suggerimenti degli enti locali, dell’Osservatorio – come previsto dalla normativa – e dei gruppi consiliari. Finalmente in questo modo le Province hanno di nuovo un orizzonte chiaro e, si aggiunga, sarà anche possibile procedere alla risoluzione dei tanti problemi relativi al personale delle province stesse e a tutti i vincitori di concorso che sono in attesa di assunzione”.

Parla senza mezzi termini di grande assunzione di responsabilità da parte del governo regionale il capogruppo del Pd Michele Mazzarano. “Sulle Province la Regione vuole fare la propria parte. Con l’approvazione del disegno di riordino delle funzioni delle Province, la Regione Puglia, in un quadro normativo nazionale disorganico e di precarietà finanziaria, si è assunto la responsabilità di fare un primo passo necessario, ma non esaustivo, di un disegno di nuova governance regionale e territoriale”.

“Abbiamo saputo dare ascolto – sottolinea Mazzarano – e recepire le più importanti istanze proposte da Anci e Upi. Nel prosieguo del lavoro dei prossimi mesi dobbiamo raccogliere le istanze dei tanti lavoratori e dipendenti che chiedono chiarezza sul proprio destino. Oggi abbiamo fatto il primo passo, necessario ma non esaustivo, di un cammino che deve vedere ridisegnata una nuova architettura istituzionale e una nuova governance di sviluppo territoriale”.

Dall’opposizione, invece, si parla di blindatura del testo (e non certamente di condivisione ed ascolto) e di una legge lacunosa. In questo la motivazione del voto contrario di Forza Italia, come spiega il capogruppo Andrea Caroppo (nella foto). “Al primo banco di prova, il governo regionale si è blindato rifiutando ogni apporto tecnico e costruttivo delle opposizioni al testo sul riordino istituzionale. Per questo, non abbiamo potuto che esprimere il nostro voto contrario ad una legge che, lungi dal disciplinare nel merito la ripartizione precisa di competenze e funzioni tra Regione e Province, rilancia di fatto la palla in avanti, richiedendo l’adozione di altri atti ordina mentali”.

“In Commissione –aggiunge- abbiamo assunto un comportamento responsabile, consentendo alla legge di giungere in aula entro il 31 ottobre. E nel solco della stessa responsabilità, abbiamo presentato degli emendamenti che colmavano le lacune normative, copiose nel testo, e che avrebbero reso la legge immediatamente applicabile. Proposte che la maggioranza non ha inteso condividere e per questo –conclude Caroppo- non abbiamo potuto dare il nostro voto favorevole ad un provvedimento monco e incapace di inquadrare un riparto di competenze chiaro e di dare le doverose rassicurazioni a tutti i dipendenti delle province e delle società partecipate”.

Il riferimento di Francesco Ventola (Oltre con Fitto) è ad una legge arrivata tardi e male, e soprattutto una legge quadro che, così com’è, è perfettamente inutile. “Siamo alle solite, la maggioranza di centrosinistra che guida la Regione da 10 anni continua ancora una volta a decidere di non decidere. E’ successo anche oggi nella seduta del Consiglio regionale chiamato ad esprimersi sul decentramento amministrativo, la riforma del sistema di governo regionale e territoriale”.

“Anche questa volta si è consumato il solito teatrino: si adottano leggi quadro che non servono a nulla se l’obiettivo è altro, se l’obiettivo è solo lanciare la palla avanti senza giocarla. E dire che siamo la sedicesima Regione ad adottare questo adempimento. Arriviamo tra gli ultimi per varare una legge vuota che non decide”.

Anche M5S ha votato contro. Questi alcuni passaggi del discorso in aula del consigliere Grazia Di Bari. “Al di là di una pura elencazione delle materie le cui funzioni rientrerebbero nel perimetro di competenza della regione, il DDL rimanda a successivi decreti del Presidente della Giunta. In sintesi, manca un piano che preveda una precisa attribuzione delle funzioni oggetto di riordino, le modalità attraverso cui si procede alla riattribuzione dei servizi e delle funzioni di competenza degli enti e i criteri di riallocazione del personale coinvolto con i relativi costi”.

“E’ solo perché siamo spinti da un forte senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, dei lavoratori e delle loro famiglie, gli unici che come al solito, pagano il prezzo delle scelte scriteriate operate solo da una parte della politica, abbiamo fatto il nostro dovere, presentando gli emendamenti che ritenevamo potessero migliorare almeno in parte  questo ddl, che oggi il Consiglio si appresta ad approvare, ma come già detto sono stati tutti bocciati. Quindi coerentemente a quanto sostenuto, abbiamo deciso di  votare contro”

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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