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Sanremo Story: i pugliesi del Festival

Nelle sessantacinque edizioni del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, sul palco del Casinò e dello storico Teatro Ariston si sono avvicendate numerose personalità del mondo della musica italiana e internazionale. Tra scandali, gossip, incidenti e conduzioni fallimentari, abbiamo cercato di ricostruire una piccola storia del Festival raccogliendo i pugliesi che, dal 1951 al 2014, hanno partecipato alla competizione canora.

Le prime edizioni del Festival sono state le più “sperimentali”, contando pochi interpreti che si avvicendavano a cantare i brani in gara, spesso eseguite con una doppia interpretazione e direzione orchestrale. Alcuni interpreti stranieri, in abbinamento con artisti italiani, hanno proposto la loro versione con testi la cui lingua era, in tutto o in parte, diversa dall’italiano. Tra le edizioni del 1981 e del 1984, poi, alcune canzoni sono state presentate in lingua inglese, anche se era italiano almeno uno degli autori.

Tra i vari brani che si sono consolidati nel tempo e nella tradizione della musica leggera, ricordiamo Aprite le finestre della monopolitana Franca Raimondi, che vinse il Festival del 1956 o le numerose interpretazioni del barese Gino Latilla – quattro in totale – come Vecchio scarpone (1953) e Casetta in Canadà (1957).

Ma il pugliese per eccellenza, che ha portato l’Italia in tutto il mondo con il suo meraviglioso inno alla vita, il polignanese Domenico Modugno, ha trionfato per ben quattro edizioni del primo decennio di attività: Nel blu dipinto di blu (1958), Piove (1959) – entrambi in coppia con Johnny Dorelli – Addio… addio… (1962) in coppia con Claudio Villa e con Gigliola Cinquetti nel 1966 in Dio come ti amo, oltre alle otto presenze (1956, 1960, 1964, 1967, 1968, 1971, 1972 e 1974).

Nello stesso periodo del trionfo del Mimmo nazionale, compare anche un altro personaggio proveniente da Zapponeta, Michele Scommegna, in arte Nicola di Bari, che vincerà due edizioni del festival con Il cuore è uno zingaro (1971, in coppia con Nada), I giorni dell’arcobaleno (1972) e parteciperà ad altri cinque appuntamenti (1965, 1966, 1967, 1970 con La prima cosa bella e 1974).

Dalla fine degli anni Settanta sul palco dell’Ariston si affacciano nuovi protagonisti della musica leggera: la barese Anna Oxa, 14 edizioni e vincitrice di due (1989 Ti lascerò, con Fausto Leali e 1999, Senza pietà) e Al Bano Carrisi, di Cellino San Marco, che dal 1968, da solista o in coppia con l’allora moglie Romina Power, ha partecipato a ben quattordici festival, vincendo il primo posto con Ci sarà, nel 1984.

Altre illustri partecipazioni sono quelle di Rosanna Fratello, di San Severo (1969, 1970, 1971, 1974, 1975, 1994), della tarantina Mietta (8 partecipazioni e una vittoria del 1989 nella sezione giovani), Raffaele Riefoli di Margherita di Savoia, in arte Raf, (tre edizioni 1988, 1989 con Cosa resterà degli anni ’80, 1991 e candidato al festival 2015), Giuseppe Cionfoli da Erchie (1982, 1983), il barese Tony Blescia (1996, 1997), il foggiano Renzo Arbore (1986), il barese Marco Armani (1983, 1985 con Tu dimmi un cuore ce l’hai, 1986, 1994), Mariella Nava di Taranto (1987, 1988, 1991, 1992, 1994, 1999, 2000, 2002),  Adriano Pappalardo di Copertino (2004) e di Nicola Arigliano di Squinzano (vincitore del premio “Mia Martini” nel 2005 con Colpevole).

Gli ultimi anni hanno visto la partecipazione del molfettese Michele Salvemini, in arte Caparezza, con lo pseudonimo Mikimix, nella sezione giovani del 1997, Dolcenera di Galatina, (2003, 2006, 2009, 2012) vincitrice nel 2003 della sezione nuove proposte, i Negramaro tra i giovani del 2005, Emma Marrone di Aradeo(2011, 2012, 2013) vincitrice dell’edizione 2012 con Non è l’inferno, il gruppo barese de La Fame di Camilla tra le nuove proposte dell’edizione 2010,  la biscegliese Erica Mou (2012)Antonio Maggio, di San Pietro Vernotico, vincitore della sezione giovani nel 2013 con Mi servirebbe sapere e Renzo Rubino di Taranto (2013, 2014).

In attesa dell’edizione 2015, che vede tra le nuove proposte anche la barese Serena Brancale, non ci resta che ricordare e canticchiare i più bei successi made in Puglia che hanno fatto la storia di Sanremo.

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Isabella Battista
Isabella Battista
Classe 1985, vive e lavora a Bari. Laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Bari, è giornalista pubblicista dal 2013. Con una forte propensione alla didattica museale e artistica, ha collaborato con diverse istituzioni con progetti per sensibilizzare il pubblico più giovane nei confronti dell’Arte contemporanea e far partecipare attivamente gli studenti alla comprensione delle più moderne tecniche artistiche. Collabora con le redazioni di Puglia In, Telebari e Artribune, mentre nel 2013 è stata coordinatrice della prima edizione della Project Room della Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a mare. Ama l’arte in tutte le sue forme, in particolare la fotografia e il linguaggio visivo contemporaneo a cui si sta appassionando anche praticamente e appena ha l’occasione di partire, va alla ricerca di nuove realtà, esplorandole sia dal punto di vista della tradizione culturale che folkloristica.isabella.batt@gmail.com

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