Pippo Baudo è risorto sotto le mentite spoglie di Carlo Conti. E questa è la prima notizia positiva del Festival di Sanremo, martoriato per due anni da Fabio Fazio ma ancora irrimediabilmente lontano dal capolavoro compiuto da Bonolis. Oggi, sicuramente, i giornali rispolvereranno il compianto termine “nazional-popolare”, che è un pò come i panzerotti per i baresi o l’anduja per i calabresi. Conti è stato pulito, veloce, sobrio, simpatico, gentile; i suoi sorrisi durante l’esibizione di Alessandro Siani sembravano davvero sinceri e non un modo per spronare lo spettatore ad allargare leggermente le labbra per provare, seppur minimamente, a gradire dieci minuti di nulla assoluto condito da una clamorosa figuraccia con un bimbo affetto da un evidente problema di obesità.
Magnifico, in seguito, l’ufficio stampa del comico partenopeo, che ha infilato un ambo post-figuraccia composto da “foto con bimbo con i pollici alzati” e “devoluzione del cachet a due ospedali”. Peccato che noi italiani non perdoniamo, almeno fino al prossimo film campione d incassi per cui scalderemo le sedie al cinema, dove ogni culo sono almeno 8 euro.
Tornando al faceto, Al Bano e Romina irrompono poco prima dell’orario della buonanotte nelle case di riposo. Significativo che la reunion in Italia sia avvenuta dopo quella in Russia, mentre qui prima di Romina si occupava solo “La vita in diretta” e, di Albano, la D’Urso. Alla fine, tutti investiti dalla felicità, me compreso, catapultati nel periodo pre-mani pulite, dove tutti mangiavamo e campavamo senza particolari problemi, anche con un panino un bicchiere di vino. Nel mezzo, i cantanti in gara: ottime figurine riempitive della karmesse, con il sorriso Durbans di Nek, la chitarra di Britti (che dovrebbe suonare di più e cantare di meno), Malika con la solita voce porno-soft e via via tutti gli altri, con Chiara e Annalisa meno banali degli altri. Tutto molto corretto, tutto molto carino fino al boom della Di Michele e Platinette: classe pura per due su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo all’inizio. Ovviamente, non andranno lontano, neanche nelle vendite, e questo decreterà il loro successo a livello musicale. Arisa e Emma inqualificabili, sia per gli abiti che per la “conduzione”, ma anche questo si sapeva. Costavano poco, in tempi di crisi dei remi bisogna fare ali.
Alla fine, letteralmente, i migliori sul palco sono gli ospiti stranieri. Gli Imagine Dragons entrano a mezzanotte e fanno capire a Sanremo che la musica, quella vera, esiste.
E ci volevano loro per rassicurare tutti. Al festival della musica. Italiana.











