Secondo le parole di qualche tempo fa del governatore Nichi Vendola i suoi dieci anni di governo hanno trasformato la Puglia nella “locomotiva del Mezzogiorno”. Una locomotiva si, ma di quelle che, tristemente, vengono trascinate dagli altri vagoni, alla fine del convoglio, quasi come un peso morto a carico del vero locomotore.
Stando ai dati Istat, infatti, per quanto riguarda il Pil per abitante la regione si trova al penultimo posto con 16.200 euro, posizionandosi meglio soltanto rispetto alla Calabria.
I dati mostrano che, nel complesso, la situazione non è rosea in nessuna delle regioni del Sud. Nel 2013 il Pil per abitante è stato di 33.500 euro nel Nord-Ovest, 31.400 nel Nord-Est e a 29.400 al Centro, mentre al Sud si è attestato a 17.200, il 54% del Centro-Nord.
Se si analizza poi ogni provincia, Barletta-Andria-Trani, con meno di 13mila euro, si posiziona terzultima in Italia, Bari è 77esima, Taranto 87esima, Brindisi 90esima, Foggia 100esima e Lecce 103esima. Un quadro desolante che rende molto bene l’idea della difficoltà che sta attraversando la nostra regione, da un lato nella morsa di una crisi che per il momento sembra proprio non voler lasciare la presa, dall’altro incastrata da tagli e tassazioni sempre più elevate in corresponsione di servizi sempre più scadenti (basta leggersi gli ultimi resoconti sulla situazione nei pronto soccorso pugliesi oppure sulle liste d’attesa delle nostre strutture).
“Non abbiamo mai fatto propaganda negativa per scopi elettorali, ancorché legittimi. Abbiamo sempre e quotidianamente denunciato scelte sbagliate, sprechi, interessi privati che si intersecavano con la gestione della cosa pubblica ed altre anomalie solo perché, stando nei palazzi regionali, non potevamo tapparci la bocca. Dieci anni di Pd e Sel sono stati fatali per la Puglia, facendola scivolare in fondo alle classifiche e catalogandola tra le Regioni povere. La nostra Puglia, quella che prima dell’uragano della sinistra era ricca e competeva virtuosamente con il Nord”. Lo dichiara il Vicepresidente del Consiglio regionale, Nino Marmo.
“Ci hanno ubriacato di parole –prosegue- mentre con il malgoverno acuivano la ‘questione meridionale’. Oggi i dati parlano chiaro e devono allarmare le persone di buonsenso sulla tenuta sociale della nostra terra. Hanno messo in crisi l’industria e affossato l’agricoltura. Hanno piegato il commercio, consentendo agli ipermercati di moltiplicarsi come i funghi nella Regione, per vederli ora chiudere i battenti: su questo facemmo battaglia contro la maggioranza, sostenendo che si trattasse solo di operazioni immobiliari. Avevamo ragione. E ancora: abbiamo visto aumentare le tasse a livelli amorali e ingiustificati. Affidamenti diretti senza procedure di evidenza pubblica che hanno mortificato la sana concorrenza ed il risparmio per le casse regionali. Insomma, la lista è lunga e il governo Emiliano-Vendola ha fatto tremare la terra sotto i piedi dei cittadini, aggravando la crisi economica in modo folle e scellerato. Per questo –conclude Marmo- chi conosce il senso della dignità dovrebbe farsi da parte e chiedere scusa ai pugliesi per aver scippato la speranza nel futuro”.












