Ancora una volta l’Europa riversa sull’Italia i problemi legati ai flussi migratori nel Mediterraneo centrale. Non soltanto logistici ed umaniteri, ma anche di carattere sanitario. Continuano, infatti, gli sbarchi in molti porti meridionali di migranti salvati dai mezzi militari europei impegnati nelle operazioni di pattugliamento e salvataggio. E si continuano a segnalare casi di malattie tropicali, infezioni respiratorie e, soprattutto oggi a Taranto, scabbia.
Dei 914 migranti sbarcati a Taranto dalla nave militare inglese “Hsm Bulwark” [QUI L’ARTICOLO] circa un centinaio presentano segni evidenti di scabbia. Lo riferisce agli organi di stampa il direttore provinciale del 118 di Taranto, Mario Balzanelli, presente sul molo tarantino al momento dello sbarco, come prevede il protocollo organizzativo messo a punto nella città jonica in collaborazione con Prefettura, Comune, Croce Rossa e forze dell’ordine. Il dispositivo, infatti, prevede che al momento dell’arrivo di navi con a bordo migranti salvati nel mar Mediterraneo un medico dell’equipe salga a bordo insieme a un infermiere per effettuare un primo controllo sanitario.
“I casi di scabbia sono stati trattati da noi sul molo – ha confermato Balzanelli – alla presenza di un dermatologo, e non sono stati ospedalizzati”.
Negli ospedali cittadini sono invece finiti tre sospetti casi di malaria, due malati di polmonite ed uno di asma. “Moltissime – ha detto il direttore del 118 – le patologie dermatologiche rilevate, ma anche patologie tropicali, infezioni respiratorie, traumi minori, stati di disidratazione, un paio di polmoniti. Abbiamo riscontrato anche tre casi di malaria”. Ricoverate anche tre donne in stato di gravidanza.
Una emergenza sanitaria che ha costretto il porto tarantino ad attivare un vero e proprio cordone sanitario, con tutte le conseguenze negative del caso. Accanto alle prime procedure d’accoglienza – soccorrere, sfamare, identificare ed indirizzare i migranti appena sbarcati – si è reso necessario prendere tutti i provvedimenti del caso per evitare che la scabbia potesse diffondersi nel territorio. La patologia è particolarmente contagiosa, benché scarsamente pericolosa: il contagio della malattia avviene attraverso il contatto pelle-pelle, anche non prolungato.
Va detto, peraltro, che soltanto alcune decine di migranti rimarranno a Taranto: gli altri sono stati già accompagnati in altre città della Puglia e del nord Italia da dove proveranno a raggiungere i paesi esteri destinazione finale del loro viaggio.
Non sappiamo quando e dove andranno questi disperati salvati dall’Europa e sbolognati all’Italia. Sappiamo però che siamo in piena emergenza non soltanto umanitaria, ma anche sanitaria. E di questo l’Europa non può far finta di niente. Chissà se Renzi e Hollande hanno discusso anche di questo, tra un padiglione e l’altro dell’Expo. O se gli alti funzionari di Bruxelles sono a conoscenza della battaglia che ogni giorno si ingaggia nel Mediterraneo per strappare alla morte migliaia di persone che per i trafficanti umani del terzo millennio non sono altro che merce, spesso avariata.
Ed intanto l’Italia sembra più una discarica umana che un Paese della civile Europa.












