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Schifani alla festa Ncd in Puglia: “Superata la fase transitoria, dobbiamo decidere il nostro futuro”

Stretti tra Matteo Renzi, da un lato, e Matteo Salvini, dall’altro. Il Nuovo Centro Destra, nella seconda Festa regionale e provinciale a San Menaio, sul Gargano, ha costituito una sorta di prova generale di un confronto inevitabile all’interno del partito verso la sua collocazione politica. Se da una parte, infatti, non ci sono troppi dubbi sulla fedeltà a questo governo ed al programma di riforme di Renzi, dall’altro lato è forte il sentore di rientrare nel centrodestra e cercare nuove alleanze che però non mettano il partito in posizione di subalternità a Salvini e alla Lega.

Quattro parlamentari, due onorevoli (Sergio Pizzolante e Dorina Bianchi) e due senatori (Carlo Giovanardi e Antonio Azzollini). Un quinto, il sottosegretario  Massimo Cassano, nell’inedita veste di moderatore. E le due anime del Nuovo Centrodestra che si stanno interrogando su un futuro che è già presente e che si mostrano nelle loro argomentazioni e convinzioni, stesse premesse e finale differente.

A tracciare, poi, la linea politica e, soprattutto a fare il punto della situazione è Renato Schifani, capogruppo di Ncd-Ap al Senato.

“Il Nuovo Centrodestra –denominazione alla quale ho contribuito personalmente- è nato con un elemento fondante ben preciso: salvare il Paese e poi, superata l’emergenza e la fase transitoria, rientrare appunto nel centrodestra. La nostra cultura, i nostri valori sono diversi da quelli della sinistra, e se alla fine di questa esperienza alcuni pezzi del partito decideranno invece per un’alleanza organica, dovranno poi spiegarlo al nostro elettorato, un elettorato moderato in cerca di una degna rappresentanza”.

Per il capogruppo di Area Popolare al Senato Renato Schifani, intervenuto alla seconda giornata della Festa regionale e provinciale di Ncd-Ap a San Menaio, sul Gargano, proprio “questa incertezza di posizionamento non ci permette di crescere nei sondaggi e aumentare il nostro consenso, dopo le grandi aspettative iniziali”. Chiara la sua scelta di campo, “anche se il centrodestra è frantumato, lacerato. Ma non accetto la tesi che non si può tornare in quella collocazione perché c’è Salvini: la coalizione si può e deve riequilibrare proprio rafforzando l’area moderata” ha sottolineato. Critiche aperte a una legge elettorale “che così come prospettata ci porterebbe a essere schiacciati da una parte all’altra”, e necessità di rimarcare in maniera più significa la presenza nel Governo. La convinzione che “le riforme passeranno e la maggioranza andrà avanti, ma con la scadenza del referendum dobbiamo interrogarci sul nostro futuro. Un futuro che riprenda la nostra storia”. In un partito fondato “invertendo la piramide, con la base che discute e condiziona le decisioni prese ai vertici” ha ricordato.

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Redazione
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