Il segretario generale dello Spi Puglia Gianni Forte affronta il drammatico problema che sta rendendo sempre più sole le persone anziane.
Una contraddizione che da una parte vede la crescita di appositi servizi e prodotti, come ad esempio l’arrivo del mutuo vitalizio, una tipologia particolare di prestito proprio per pensionati, e l’offerta di una serie di servizi creati ad hoc (approfondimenti su http://www.spaziomutui.com/prestiti-pensionati.htm). Ma dall’altra vede gli anziani sempre più isolati e spesso dimenticati.
Una condizione che soprattutto nelle grandi città li rende le vittime ideali della criminalità, spesso affidata soprattutto ai giovanissimi, facilmente reclutati con la promessa di facili guadagni. Ma tutto questo non può essere considerato un fatto relegabile solamente a una specifica condizione, quanto, secondo Forte al fatto che il permanere della crisi e dei suoi effetti hanno portato a segnali chiari di “regressione economica, sociale e morale che ha caratterizzato l’ultimo decennio, hanno aumentato il senso di angoscia e di impotenza di fronte all’aumento del costo della vita, alla netta riduzione dei servizi sociali, al mutamento di comportamenti individuali e di gruppo”.
Quindi le istituzioni devono ripartire proprio dall’osservazione di questi dati, anche se il primo passo deve essere un ritorno alla solidarietà “all’interno delle comunità locali, che è un’arma importantissima contro ogni forma di ingiustizia e di violenza”. Il passo da compiere immediatamente dopo è quello dell’informazione e della “ conoscenza dei rischi e degli strumenti per potersi difendere, ma soprattutto agire per la costruzione di reti sociali di protezione”.
Ma nel lungo periodo, sottolinea Forte, si deve affrontare la questione della “qualità della vita, della possibilità di avere luoghi di socialità e della sicurezza delle strade e dei quartieri nelle nostre città. Una comunità che non difende e aiuta le persone più deboli, ma le lascia isolate e nel disagio, non è degna di un paese civile”.











