HomeEconomia & SviluppoEconomiaSentite sulle spalle il peso della vostra banca?

Sentite sulle spalle il peso della vostra banca?

Prima gli azionisti, poi gli obbligazionisti e se ciò non dovesse bastare, i correntisti. Esattamente, con la Direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (Brrd), a partire dal 2016 chi si affida ad un istituto di credito (ovvero tutti) per la tenuta del proprio denaro, sarà anche responsabile di eventuali fallimenti. La garanzia statale sui depositi verrà meno e le agenzie di rating, Standard and Poors , Moody’s e Fitch s’affrettano a tagliuzzare i rating.

La scorsa settimana toccò allo Stivale essere declassato ad un BBB-, sintomo di scarsa affidabilità o comunque di risibile efficacia che le riforme del governo Renzi hanno approntato al sistema Paese. E ora, con le economie in affanno, peculiarmente in area euro, molte banche soffrono buchi di bilancio non indifferenti che con le nuove regole rischiano di veder crollare il loro rating.

Alcuni analisti, per uscire dal pantano, hanno suggerito misure mostre. Tagli di 500 miliardi dell’ammontare del  debito pubblico, 70 miliardi di tasse ed una trentina di miliardi disponibili per l’equilibrio dei conti, e taglio della spesa pubblica in deficit per 100 miliardi. In modo tale da indurre una crescita annua del 3% del PIL e ridare ossigeno al circuito economico-finanziario-bancario.

Ovviamente, non saremo in grado di sostenere tali ritmi e gli scenari futuri lasciano un alone d’incertezza ed instabilità verso una Unione Europea sempre più dura e ferrea sulle regole, e poco incentrata sui popoli, sugli interessi collettivi e sulle misure sociali.

Le nostre banche saranno interessate di grandi e nuove responsabilità, che assieme a ciò hanno la grana innescata e rovente del Contratto collettivo Nazionale disdettato ed uno sciopero generale della FABI previsto per Gennaio 2015.

Mettere il danaro in banca, non sarà più così sicuro.

twitter @andrewlorusso
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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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