Un Lecce sontuoso espugna Venezia con una prestazione da grande, grandissima squadra. In vantaggio per tre volte, recuperata per due volte, non molla un centimetro e batte una diretta concorrente, staccandola e candidandosi prepotentemente per la seconda posizione. Una prestazione maiuscola di alcuni singoli (Gabriel, Pisacane, Hjulmand e Coda su tutti) unita alla grande forza e determinazione di un gruppo che non vuole più sbagliare e trovare la continuità necessaria per vincere un campionato difficile come rare volte avevamo visto.
Venezia-Lecce è una delle partite più belle di questa stagione, piena di colpi di scena, capovolgimenti di fronte, errori sì, ma anche giocate di un certo livello, pressing e intensità. Due squadre che onorano il campionato e i propri impegni. Il Lecce esce, meritatamente, vittorioso, malgrado i tentativi del Venezia, gli assalti, e il disperato attacco finale.
Il primo tempo
Il match parte subito forte con le due squadre pronte ad aggredirsi e a tentare di prevaricare l’una sull’altra. Dopo dieci minuti di equilibrio e di tentativi da ambo i fronti, una giocata quasi casuale porta in vantaggio gli ospiti. Pisacane prova un lancio senza grosse pretese, ma il buco a centro area di Ceccaroni consegna la palla a Pettinari. Il Lecce passa in vantaggio grazie al sinistro al volo del centravanti leccese che, dopo il gol di domenica scorsa, sembra essersi sbloccato. La reazione del Venezia è scontata. L’11 di Zanetti prova a sfondare da destra con Mazzocchi, ma anche dal centro con la regia del francese Taugourdeau. Come per il vantaggio del Lecce, però, le occasioni per il Venezia arrivano grazie a degli errori. Prima Maggio al 31′ concede palla agli avversari, poi Hjulmand al 36′ lancia Di Mariano davanti a Gabriel. Nella prima occasione è Lucioni a mettere una pezza con una scivolata che vale un gol, nella seconda è lo stesso portiere a respingere. Ma nulla può Gabriel quando Lucioni allo scadere, al 46′, butta nella sua stessa porta il pallone proveniente da calcio d’angolo. Un vero peccato perché il Lecce, al di là delle due occasioni su citate, tiene bene il campo e fa scudo davanti al suo portiere.
Il secondo tempo
La frazione si apre con Gabriel che ci ricorda di cosa è capace. Al 49′, infatti, un buco difensivo di Lucioni concede a Bocalon un’ottima palla gol. Il portiere brasiliano, però, si supera respingendo un tiro da due passi. E a dimostrazione che questa parata vale un gol, sul ribaltamento dell’azione il Lecce passa. Assist di Majer e colpo di testa di Coda. Siamo al 50′ e il Lecce è di nuovo in vantaggio. Il Venezia, inevitabilmente, si apre e il Lecce non sfrutta il contropiede tre minuti dopo. Coda e Pettinari perdono l’attimo e bucano la possibilità di ammazzare il match. Ma, come spesso accade, quando non segni, subisci. E il Venezia non molla. Esposito, spalle alla porta, effettua un assist meraviglioso in rovesciata per l’accorrente Maleh che, di sinistro, al volo, realizza un gol coerente con la bellezza del match. La partita continua a regalare emozioni. Il Lecce a questo punto vuole recuperare ciò che sente gli sia stato tolto. Tutta l’esperienza di Pisacane, su un calcio d’angolo battuto malissimo, frutta un calcio di rigore per un intervento falloso di Mazzocchi. E tutta l’esperienza di Coda porta il Lecce sul 3-2, grazie a un’esecuzione perfetta, angolata quanto basta per battere Pomini che intuisce e arriva a pochi centimetri dal pallone. Il finale non può essere da meno, in quanto a intensità, ma a parte un palo all’ 85′ di Taugourdeau direttamente da angolo non ci sono grossissimi pericoli per il Lecce.
Lecce che ora guarderà le dirette concorrenti e anche i prossimi impegni, ma con maggiore tranquillità.











