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Siri: Senza Mezzogiorno l’Italia non si salva

Il responsabile Economia e Formazione di Noi con Salvini Armando Siri, dopo il precedente incontro a Bari e Santeramo in  Colle torna in Puglia per inaugurare sedi e tastare il polso allo stato di salute della produzione nostrana. Al termine di un lungo percorso che lo ha visto impegnato ad Altamura, Trinitapoli, Molfetta ed Andria, si concede ad una intervista per la nostra testata.

Armando Siri, appena rientrato dall’ennesimo tour pugliese. Tra il distretto del Salotto e l’inaugurazione delle sedi sta toccando con mano il ceto produttivo locale. Che impressione ha della Puglia?

“La Puglia è tra le regioni del Mezzogiorno con il più alto potenziale di sviluppo economico. Alla tradizionale vocazione agricola, si aggiunge una fitta rete di piccole e medie imprese soprattutto nel settore artigiano e la presenza di industrie e scali portuali di primario livello. I fondamentali ci sono ma manca un progetto strategico per integrare e mettere a sistema un modello competitivo. L’agricoltura subisce l’accanimento normativo della Ue e molti lavoratori della terra non hanno più convenienza a portare avanti l’attività con il conseguente impoverimento del territorio. Quelli che restano in pista o ci perdono o sono riusciti a ritagliarsi piccole quote in settori di eccellenza, che antepone la qualità al prezzo della concorrenza sleale di paesi privi di normative e vincoli”.

“Lo stesso vale per l’artigianato, lei citava il salotto ad esempio, che ha costituito un punto di riferimento per l’economia e l’occupazione locale, ma oggi soffre (nonostante l’eccellenza del processo produttivo) la mancanza di un vero distretto del salotto Made in Italy capace di riprendersi quote di mercato soprattutto in Italia. La commercializzazione verso l’estero è ad appannaggio di soli pochissimi grandi produttori che spesso però hanno delocalizzato impoverendo l’economia locale. Sappiamo che questo avviene per l’eccessiva burocrazia e tassazione a carico delle imprese nel nostro Paese. Una politica fiscale che ha messo in ginocchio soprattutto i piccoli, privi di ammortizzatori sociali. Penso ai commercianti, ai professionisti e alle tante micro imprese dell’indotto.

“Anche sui porti non esiste alcun vero investimento da parte del Governo, anzi con la recente riforma della legge sui porti gli scali del sud sono stati declassati. Questo la dice lunga sull’autentica intenzione di Renzi per lo sviluppo nel Mezzogiorno che con la realizzazione dei corridoi europei dovrebbe vedere nella logistica dei trasporti un grande sbocco di ricchezza e occupazione proprio al Sud”.

A che punto è il progetto politico di Matteo Salvini al Sud? Vede all’orizzonte la possibilità che nasca un soggetto unico con la Lega Nord?

L’impegno è concreto, sincero e costante. Senza il pieno sviluppo del mezzogiorno anche il nord soffre e soprattutto soffre l’intero sistema Paese. La politica poi ha i suoi tempi e in più il nuovo sistema elettorale non sollecita i partiti a dedicarsi troppo a loghi e simboli che potrebbero essere annacquati dall’Italicum. Ciò che unisce tutti di sicuro è la volontà di lavorare ed impegnarci seriamente. Lo stiamo già facendo e continueremo a farlo”.

Lei, oltre alle note proposte economiche (Flat Tax, Studi di Settore, Riforma della previdenza, ecc) si sta occupando della “Scuola di Formazione Politica” con sede a Roma e Milano. E’ da qui che emergerà la nuova classe dirigente del movimento?

“La Scuola Politica è un’esperienza estremamente qualificante per tutto il movimento e una grande occasione di conoscenza e confronto per tutti coloro che vi partecipano. Di sicuro ci servirà per selezionare figure che vogliano impegnarsi a tutti i livelli senza però dimenticare che le posizioni si conquistano sul campo. È evidente però che senza preparazione è più difficile saper affrontare le tematiche complesse che la politica è chiamata ad affrontare e le sfide nazionali e internazionali a cui non possiamo sottrarci. La formazione è alla base del successo politico di un partito e rappresenta un forte stimolo alla collaborazione e coesione di gruppo. Un valore che si è sbiadito da quando esiste la cosiddetta Seconda Repubblica. Alla politica oggi più che mai serve competenza, serietà, motivazione, passione e talento. È questo che coltiviamo nella nostra Scuola e lo facciamo per poi metterlo a disposizione della comunità”.

Recentemente ha tenuto a Roma una conferenza sul gap Nord – Sud e sulle possibilità infrastrutturali di sviluppo del Mezzogiorno. Quanto pesa la “Questione Meridionale” nella locomotiva Italia?

“Lo dicevo prima, l’adeguamento delle infrastrutture del mezzogiorno non è più rinviabile per il bene di tutto il Paese”.

Il “vincolo di mandato” per i parlamentari, oltre ad essere di buon senso, riscuote un largo consenso da parte dell’opinione pubblica. Lei lo ha proposto più volte, il Segretario Salvini è d’accordo? Non teme di essere pungolato per i transfughi entrati nel Carroccio?

“Gli elettori, soprattutto di centrodestra,  sono stufi di vedere tradito il proprio voto. Oggi Renzi può governare grazie ai voti di 40 parlamentari eletti con la coalizione avversa. Dobbiamo e vogliamo che questo non possa più avvenire. Se vuoi cambiare casacca ti dimetti e ti fai ri-votare da altri ma non utilizzi il mio voto per portare acqua al mulino dell’avversario. Questo è lo spirito della riforma dell’art. 67 della Costituzione a cui stiamo lavorando”.

“Nessuna paura per Salvini – sottolinea Siri – perché non abbiamo transfughi, semmai abbiamo avuto l’adesione al gruppo di deputati che non hanno accettato le decisioni dei loro partiti di centrodestra  di stare con il Governo e ci hanno chiesto di poter essere al nostro fianco per rispettare coerentemente il voto degli elettori”.

Domani mattina viene nominato al dicastero dell’Economia. Qual è il primo provvedimento che incardina?

“La Flat-Tax”.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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