Dopo il successo della serata inaugurale recensito da questa testata e degli appuntamenti successivi, pure recensiti (1), (2)la XX Stagione del Collegium Musicum è proseguita, ieri sera Martedì 10 novembre al Nuovo Abeliano con il secondo ed ultimo incontro tematico su Musica e Cinema – La musica “forte” nel film. Ad aprire la bella serata il commento di Livio Costarella, sul film L’INNOCENTE di Luchino Visconti.
Il capolavoro del grande regista Costarella lo sintetizza come un autentico atto di accusa dell’autore nei confronti di quella decadente società rappresentata dalla nobiltà di fine ottocento. Ambientato nella Roma umbertina del 1891, il film lascia chiaramente trasparire tutto il disprezzo di Visconti verso i personaggi della storia narrata. Ottima la selezione degli spezzoni proiettati, che consentono anche a chi non avesse visto la pellicola di entrare nella storia ed appressarne quindi le musiche. Costarella, che è diplomato in pianoforte, ha anche accennato la colonna sonora scritta da Mannino, lasciando all’ascolto di Libetta il compito di meglio farla apprezzare dal pubblico. Applaudita ed apprezzata dal pubblico la sua introduzione, che forse sarebbe stata perfetta con appena un poco più di sintesi.
E’ stata, quindi, la volta del pianista Francesco Libetta. Il programma prevedeva la Sonata n.11 in la maggiore K. 331di Mozart, Berceuse op. 57 e tre valzer op.69 n.1, op.7° n.1, ed op 64 n.1 di Chopin e per concludere Les jeux d’eau à la Villa D’Este di Liszt.
La tecnica di Francesco Libetta si è dimostrata, ancora una volta, francamente eccezionale. Non un’imperfezione, sia pur minima nel fraseggio, non un attimo di tentennamento, neanche una sfumatura della partitura è stata meno precisa ed incisiva. Ma è soprattutto nei momenti di maggiore delicatezza delle composizione eseguite che Libetta ha dato il massimo ed è stato maggiormente convincente. Mi è parso, a dispetto della tecnica, ripeto ineccepibile, meno incisivo nei momenti di maggior veemenza dell’esecuzione. Non ero nelle migliori condizioni per ascoltare per cui il mio giudizio potrebbe risultare falsato a causa, da un lato della stanchezza, dall’altro dall’acustica dell’Abeliano, che non è certamente eccezionale, ma proprio là dove più mi sarei aspettato ho avvertito minore empatia con l’ascoltatore.
Successo indiscutibile del noto pianista. suffragato da un bis concesso, in cui Libetta ha eseguito mirabilmente la 5° sonata di Mannino.











