Arriva l’ora di voltare pagina per le Ferrovie Sud Est? Mentre l’iter processuale per i debiti, gli sperperi e la malagestione del passato è appena all’inizio, il Piano Industriale quinquennale voluto dal commissario Andrea Viero è già pronto e dall’inizio del mese maggio dovrebbe essere operativo (ma il condizionale è d’obbligo).
Cinque anni di lacrime e sangue con un unico vero obiettivo: la riduzione drastica e funzionale dei costi di gestione. Dopo . Il piano si svilupperà in cinque anni, dal 2016 al 2021, e ha come punto focale un unico obiettivo: ridurre i costi di gestione. Dopo gli sperperi della gestione di Luigi Fiorillo è arrivato il momento di tirare la cinghia. A cominciare dai manager. Dai 10 attuali si passerà a 7. Due andranno in pensione, altri quattro saranno messi a capo delle macro aree della società, economico e finanziaria, personale, relazioni industriali e servizi all’utenza. Tutte quante faranno capo a un direttore generale.
La Sud Est si doterà inoltre di un suo ufficio legale.
Sono previsti anche alcuni investimenti sul parco macchine. Sono già pronti due bus a due piani che andranno a rafforzare la linea Bari-Taranto, mentre entro la fine dell’anno verranno acquistati 60 nuovi autobus. Ma tagli sono previsti anche per la clientela.
E’ stato infatti annunciato che verranno cancellate le tratte a scarsa affluenza, eliminate le sovrapposizioni tra gomma e ferro, eliminati i mezzi viaggianti vetusti e con scarso gradimenti dell’utenza.
Sul tema è intervenuto, con una dichiarazione, il Consigliere regionale di Area Popolare, Luigi Morgante.
“Sembra finalmente e concretamente avviare un nuovo corso, dopo una scriteriata, incontrollata e incontrollabile escalation di spese, sprechi e una discutibilissima gestione – sulle cui responsabilità le indagini in corso sono chiamate a fare piena luce – che ha portato la società sul lastrico e prodotto un enorme deficit, tale da metterne a rischio la sua stessa sopravvivenza. Tagliare drasticamente su manager, dirigenti e consulenze esterne, per destinare risorse ai servizi da erogare agli utenti e alla collettività, nel rispetto della mission aziendale e del contratto di servizio con la Regione Puglia, era un imperativo morale prima ancora che l’unica direzione percorribile, anche per recuperare un minimo di credibilità, decoro e immagine”.
“L’auspicio – ha concluso Morgante – è che si continui all’insegna del rigore e della qualità, per salvare e rilanciare la Sud Est dopo anni di buio colpevolmente ignorato”.











