Ancora una gravissimo incidente sul lavoro nella scorsa notte a Taranto: un operaio veneto (originario di Chioggia) di 45 anni è morto su un pontone del porto di Taranto mentre era impegnato nel dragaggio dei fondali: secondo la ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine avrebbe ceduto un’opera strutturale, assicurata da cavi in tensione, che avrebbero colpito accidentalmente il marittimo, che era sul ponte di coperta, provocandone la morte sul colpo. La Procura ha subito aperto un’inchiesta. La vittima è Alfredo Chiereghin.
Una volta liberato dai cavi in tensione, il pontone è stato rimorchiato presso la Calata 1 del porto di Taranto e ormeggiato. Il mezzo, sequestrato dai militari della Guardia Costiera su disposizione dell’Autorità giudiziaria, sarà sottoposto ad accertamenti tecnici.
“Ancora una volta il lavoro, che dovrebbe essere sinonimo di dignità, ma soprattutto di vita, porta invece alla morte, nella maniera più crudele possibile, come accaduto al 45enne Alfredo Chiereghin, che dalla sua Chioggia è arrivato fino a Taranto per lavoro e, purtroppo, non rivedrà più la sua famiglia, alla quale va tutta la vicinanza e il cordoglio della UIL di Puglia”.
E’ l’amara dichiarazione di Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia, che aggiunge: “i dati sugli infortuni sul lavoro in Puglia e in particolare in alcune province, sono tutt’altro che rassicuranti, anzi mettono in evidenza un incremento costante, specie se interpretato al netto della tremenda moria di aziende e all’andamento occupazionale negativo, che denota l’assenza non solo di controlli, ma di strategie lungimiranti in grado di affrontare in maniera efficace e strutturale una piaga vergognosa per il nostro territorio”.











