Mesi senza acqua, settimane a sperare che la siccità finisca presto, che gli invasi possano tornare a riempirsi, che l’acqua caduta dal cielo lavi via l’inquinamento, che abbatta le polveri sottili nell’aria.
E poi, finalmente, la pioggia arriva. Con tutte le sue drammatiche conseguenze in un territorio che di salubrità ambientale e di sicurezza sanitaria per i suoi abitanti avrebbe tanto bisogno.
Le prove sono tangibili. Il colore è drammatico. La realtà è questa: un fiume di colore rosso ruggine che attraversa le strade di Taranto, scolando verso il mare proveniente dalla zona dell’Ilva. Un torrente provocato dalla pioggia abbondante e dalle polveri che ha fatto il giro del web dopo essere stata pubblicata su diverse pagine dedicate a Taranto.
Una immagine ripresa anche dal gruppo “Genitori Tarantini” che ha preso carta e penna (sarebbe meglio dire tastiera e mouse) e l’ha inoltrata ai vertici della politica per cercare, ancora una volta, di sensibilizzare le Istituzioni sul problema ambientale, a Taranto fin troppo evidente.
“Mentre voi – scrivono – a Roma, decidete come affossare ancora di più le legittime richieste di un futuro compatibile con il territorio, di tapparvi le orecchie e gli occhi davanti alle evidenti perversioni che impediscono ai tarantini di godere di tutti i diritti previsti dalla stessa Costituzione che voi per primi dovreste rispettare, qui, a Taranto (Italia) vento e pioggia fanno paura. Guardate le immagini, signori del Governo di “questa” Italia, e vergognatevi. Almeno un po’. Guardate quello che combina ciò che considerate “produzione strategica per la nazione”. Guardate!”.

“E soffermatevi sull’immagine del Cimitero monumentale San Brunone di Taranto (Italia). E pensate ai morti vostri, a quale delirio vi porterebbe vedere le loro tombe profanate dal rosso ruggine. Ora, tornate al vostro lavoro, pensando che la pioggia passerà e il vento non soffierà sempre nella stessa direzione. Se questo vi fa vergognare meno, pensate così”.











