Dove non sono riuscite le manifestazioni, le proteste di piazza, i cortei, le interpellanze e le interrogazioni parlamentari, potrebbe riuscirci il referendum?
L’obbiettivo, del resto, per la Puglia (ma per tutta la Nazione) è molto importante, evitare le continue autorizzazioni del Governo alle ricerche petrolifere (e non, come si dice comunemente) alle trivellazioni, che è cosa ben successiva ed ipotetica. Da una parte ci sono gli interessi delle compagnie petrolifere alla ricerca disperata di nuove risorse, dall’altra la tutela dell’ambiente e delle nostre coste.
Intanto la Regione Puglia, da sempre contraria a nuove trivellazioni, è pronta a muoversi per chiedere e promuovere il referendum abrogativo
Sarà già all’attenzione della Conferenza dei capigruppo, martedì 15 settembre, la proposta di referendum abrogativo delle norme dei decreti nazionali che aprono alle trivellazioni in mare. Il presidente del Consiglio regionale pugliese Mario Loizzo ha tempestivamente convocato (alle 15 del 15) l’incontro con i presidenti dei gruppi consiliari per calendarizzare la discussione dell’argomento in Aula.
La decisione va assunta dall’Assemblea entro il termine ultimo del 30 settembre, ha fatto sapere Loizzo da Roma, al termine della riunione plenaria della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti regionali, che hanno approvato all’unanimità la stesura di tre quesiti.
Chiederanno agli elettori di pronunciarsi sull’abrogazione di parti di alcune norme del decreto Sblocca Italia del Governo Renzi (art. 38 del Dl 133/2014) e del decreto Sviluppo del Governo Monti (art. 35 del Dl 83/2012, solo per le nuove concessioni).
I presidenti delle Assemblee legislative regionali – commenta il presidente Loizzo – confermano la linea costantemente unitaria a tutela dei territori e della potestà concorrente di partecipare a decisioni strategiche, riconosciuta dalla Costituzione alle Regioni.











