HomeEditorialiCommentiTrump e Brigitte, la magia del complimento perduto.

Trump e Brigitte, la magia del complimento perduto.

“Sei in ottima forma” compendia perfettamente il comportamento degli uomini che stanno sempre in bilico tra il complimento e la molestia sessuale. Così i giornali commentano il saluto di Donald Trump all’ossuta Brigitte Macron.
Un’osservazione più idiota del complimento. Un complimento è un complimento, una lusinga, una carezza, una strofinata se volete, al vetriolo se preferite. Ma questa è l’apoteosi; è una gettata di sale in un mare di macrofagi; è fagocitare nel sacco dell’assurdo le parole di un uomo che è già assurdo per i fatti suoi. Vada bene la lotta contro il sessismo, contro le disparità di genere (qualora esistesse una parità che la natura ha voluto non generare – ma è un altro capitolo), ma mettersi a sedere ad un tavolo in cui non si è stati invitati è più sciocco del capello arancione. Ma che ne sappiamo noi dei complimenti di uno dei Trump alla cravatta di Macron mentre sorseggiano fiumi di Dom Perignon? Che ne sappiamo dei complimenti al rosso indossato da Melania da parte di Brigitte? Che ne sappiamo delle carezze che Macron sfodererebbe al cospetto della premier dame statunitense.
Brigitte è ridicola, non ci vuole Tim Roth per sottolineare il disagio di ultra sessantenne che con il digiuno crede – e grazie alla stampa – riesce, a fare la pelle a tutte (anche perché oltre a quel sottile strato di corneociti resta ben poco).
Poi diciamolo, Donald ha ragione; la francese ha una forza di volontà incredibile; ed è in forma e come. Ma funziona così da sempre: il silenzio degli invitati, il chiacchiericcio degli esclusi.
Se il tentativo è quello di glissare sui veri problemi che affliggono i nostri Paesi, governi che salvano banche che i governanti o i parenti dei governanti hanno demolito; immigrazione senza controllo; assenza di sicurezza nelle strade; nuovi tassi di interessi dettati dalla Germania; la assenza di un’Europa federale – la lista sarebbe ancora troppo lunga; be’ se così fosse e la gente gli desse credito allora ci sarebbe davvero da pensare che la democrazia possa generare mostri, e a quel punto ce li meritiamo.

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Maria Pia Ferrante
Maria Pia Ferrante
Nata a Bari nel 1982, laureata in Farmacia, è insegnante e pubblicista. Appassionata di cinema e musica, vivrebbe ovunque purché davanti un palco o un grande schermo. Mischia cucina e alchimia. Sunset victim; rock fanatic. Girovaga per festival e si commuove sempre sulla sigla di Fuori Orario

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