HomeCronacaUcraina, domenica una manifestazione a Bari per chiedere la fine della guerra

Ucraina, domenica una manifestazione a Bari per chiedere la fine della guerra

Il 1 marzo del 2015 a Bari, in piazza San Ferdinando (via Sparano) dalle 10:30 alle 13:30 si terrà una manifestazione promossa dall’Associazione italo-ucraina di Puglia e Basilicata “Ucraina unità e libera! Fermiamo l’aggressione insieme!” .

“Noi, la comunità ucraina della Puglia e Basilicata – ci dice Elena Nazarenko, portavoce dell’associazione – scendiamo di nuovo in piazza per chiedere alla comunità italiana e al governo italiano di sostenere gli sforzi del nostro popolo per fermare la guerra sanguinosa che sta dilaniando l’Ucraina”.

Non si tratta di un conflitto civile, di una discordia fra i cittadini ucraini dell’Ovest e dell’Est, come lo vuole presentare la micidiale macchina propagandistica del Cremlino. Si tratta di un’invasione straniera, una guerra che ci è stata imposta dalla Russia di Vladimir Putin. Tutti capiscono che senza la sponsorizzazione da parte del Cremlino questa guerra sarebbe già finita.

Ci sono un milione di sfollati interni in ogni parte dell’Ucraina altri 600 mila si sono rifugiati nei Paesi confinanti , 6mila persone sono state uccise negli scontri armati, più di 12mila sono i feriti, moltissimi sono colpiti da quelli che gli specialisti chiamato disordine post-traumatico. Ci sono moltissimi bambini traumatizzati dalla tutto quello che hanno subito e visto, privati della propria casa e, spesso, anche degli affetti. C’è un grande pericolo degli atti terroristici, soprattutto nelle zone vicino alle regioni occupate. Ci sono più di 500 km quadrati del territorio sovrano ucraino occupato dalle truppe regolari e formazioni terroristiche sponsorizzate dalla Russia, dove intere città e villaggi sono completamente distrutti. L’economia ucraina è in ginocchio.

Fin ad ora sono stati fatti molti sforzi diplomatici e politici per risolvere la crisi ucraina, ma che non hanno mai portato a un risultato sperato, purtroppo. E’ arrivato il momento di chiamare le cose con il loro nome e agire perché ogni giorno che passa delle meditazioni diplomatiche porta via decine di vite umane tra i civili e militari ucraini.

“Perciò chiediamo – sottolinea Nazarenko – di unirvi alla nostra protesta per chiedere tutti insieme alla Russia di ritirare le sue truppe dal territorio ucraino e sciogliere e disarmare tutte le formazioni terroristiche delle così dette repubbliche fantoccio del Donbas; di creare un corridoio umanitario, sotto il controllo degli organismi internazionali nelle regioni di Donbas colpite; il rilascio immediato dalle prigioni russe della pilota e parlamentare ucraina Nadiya Savchenko e di tutti i prigionieri politici ucraini; di riconoscere al livello internazionale le così dette repubbliche separatiste DNR e LNR come organizzazioni terroristiche; di inasprire le sanzioni contro lo Stato aggressore; di riconoscere che la Russia sia uno Stato-sponsor del terrorismo internazionale”.

L’Ucraina- uno Stato nel cuore dell’Europa- che da sola sta contrastando il terrore di Stato dalla parte del Cremlino, ha disperatamente bisogno dell’aiuto non solo a parole ma anche nei fatti. “Dobbiamo impegnarci – conclude – insieme per la vittoria dei valori europei sulle barbarie, del costruire sul distruggere, del Bene sul Male”

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