Il Partito del Sud, partito meridionalista e progressista, nel suo ultimo congresso ha deciso di modificare il proprio simbolo, scegliendo fra varie e diverse proposte grafiche. Tale decisione nasce da una mozione che, raccogliendo le riflessioni di più soci ha portato alla nuova scelta condivisa. La nuova immagine rappresentata dal nuovo simbolo del Partito del Sud rende, anche graficamente, più chiara la proposta, la collocazione e la crescita politica del partito adeguandola maggiormente ai tempi. D’altro canto, il vecchio simbolo, prevalevano eccessivamente i riferimentistorici e poco il percorso politico seguito.
Nessuna volontà quindi di rinnegare appartenenze storiche e battaglie per la memoria e la verità storica quindi, ma solo un riequilibrio grafico dove il riferimento storico resta comunque presente, ma non unico e prevalente come in precedenza.
Il nuovo simbolo si presenta, nella descrizione del suo ideatore, l’Arch. Bruno Pappalardo, “come una piastra circolare di colore rosso con simboli gialli e iscrizioni bianche. Al di sotto della denominazione del PARTITO grossa e centrale, la precisa collocazione delle idee e della nuova visione evolutiva di una realtà democratica al SUD di stampo progressista, ecco perchè l’inclusione di “MERIDIONALISTI PROGRESSISTI” che germina convinta nel terreno fertile delle idee di Gramsci, Dorso e Salvemini e di tanti padri generosi del meridionalismo storico.“
Il nuovo simbolo rappresenta quindi, come dichiarato dal Presidente Nazionale Natale Cuccurese, “un meridionalismo contro ogni forma di esterofobia, di discriminazione, coabitante con la legalità e i diritti, oggi sottratti primariamente ai deboli. Quella del Bene Comune da restituire a chi socialmente viene emarginato, ai lavoratori, ai disoccupati, a coloro che subiscono, in qualunque forma, il disagio del bisogno. Esso è anche plurale ed è, quindi, accanto a tutti coloro che lottano per la crescita morale e culturale, produttiva e solidale, equa, sicura e gravida di idee per la salvaguardia dell’ambiente. E’ contro l’arroganza annidata sia nelle istituzioni che in spietate cosche che destituiscono democrazia e civiltà.
E’ quello che lotterà per il Sud, luogo delle radici, dell’identità storica e suolo italiano massacrato da una infida forma di colonialismo, generatosi da una torta storia e da un unitarismo strumentale la cui collera, se resta, andrà superata. Sarà, dunque, pronta a ripartire e costruire un nuovo terreno di fiscalità prolifica macroregionale.”
Dunque, il ROSSO acceso del campo circolare ricorda il colore del sangue versato per le libertà dai partigiani che in ogni epoca pagarono con la vita la loro passione per la propria terra. E ancora il sangue degli operai nelle fabbriche, dei braccianti nei campi e di tutti i caduti al servizio dello Stato e della Giustizia nella lotta contro le mafie e la criminalità.
Su quel colore Rosso, in alto, nel simbolo, troviamo raffigurato l’INFINITO, di colore GIALLO rappresentato dal numero “otto” rovesciato da cui sembrano partire e allargarsi nuovi orizzonti.
Inserito in basso inserito nella scritta SUD, troviamo il simbolo giallo del giglio, segno e ricordo di un racconto storico offeso, attraverso il quale si chiede il ripristino di una verità storica, quella del sud, fin qui rimossa e umiliata.











