Bif&st2018: Unsane, dopo Berlino l’IPhone di Soderbergh proiettato a Bari

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Bif&st giorno 3. Sul palcoscenico del Teatro Petruzzelli Enrico Magrelli e Felice Laudadio hanno consegnato a una entusiasta Lucia Mascino il premio Anna Magnani per la miglior attrice protagonista e a Fabio Cianchetti il Premio Giuseppe Rotunno per il miglior autore della fotografia, che ha inviato i suoi ringraziamenti con una lettera spedita dalla attuale sede operativa in Caserta.

Ieri sera protagonista del circuito Anteprime Internazionali Steven Soderbergh con il suo ultimo film Unsane.

Regista, produttore cinematografico, direttore della fotografia, montatore e sceneggiatore statunitense, Soderbergh è un vero tarzan dello spettacolo, in grado di saltare con agilità dal cinema, alla televisione, al web.

Unsane è stato girato interamente con l’IPhone; scelta originale che si addice al regista non solo sotto il profilo dell’originalità artistica, ma anche della sua politica anti Studios.
E di fatti in questo psico thriller si intravede la posizione anti materialista e anti consumista di Soderbergh, forte oppositore dell’America del guadagno senso scrupoli, ad ogni costo.

Sawyer Valentini (Claire Foy) è una giovane donna in carriera che lascia Boston, famiglia e amici per trasferisci a 450km da casa e fuggire dalla minaccia oppressiva del suo stalker (David Strine, interpretato da Joshua Leonard) che la perseguita all’insaputa di sua madre (Violet, interpretata da Juno Temple) con cui la ragazza ha un rapporto un po’ indurito dopo la morte del padre.

In preda del passato però, la businesslady vive le sue relazioni professionali o sentimentali con l’altro sesso in maniera ansiosa e sospettosa.

Per provare a risolvere il suo disagio si rivolga allora alla terapista di una clinica psichiatrica che invece la raggira facendole firmare un ricovero di 24 ore. Ma nello stesso ricovero Sawyer ritrova in un portantino il suo stalker, che intanto ha cambiato identità.

Tra gli ospiti però tesse amicizia con un giornalista di colore (Nate Hoffman, l’attore Jay Pharoah) che si trova lì per stanare il vero piano della clinica che si scopre essere una vera e propria un truffa sanitaria: trattenere i pazienti per ricevere il contributo della assicurazione sanitaria. Accecato dalla rabbia per l’amicizia tra la giovane e il suo nuovo amico, l’uomo, ossessionato, uccide Nate e Violet che intanto stava studiando il modo per tirare fuori sua figlia.

La permanenza di Sawyer è giunta quasi a termine quando David la segrega in isolamento e Sawyer con un escamotage riesce a scappare, salvo poi ritrovarsi nelle grinfie del suo aguzzino ma riuscire comunque ad ammazzarlo.

Con un salto temporale la pellicola si trascina nel tempo e sei mesi dopo, Sawyer è all’apice della sua carriera e rivede il suo stalker nel commensale di un altro tavolo.

Il finale e i personaggi a tratti grotteschi che gestiscono la clinica lasciano nello spettatore il sospetto che quanto accaduto si sia verificato solo nella mente della protagonista.

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Nata a Bari nel 1982, laureata in Farmacia, è insegnante e pubblicista. Appassionata di cinema e musica, vivrebbe ovunque purché davanti un palco o un grande schermo. Mischia cucina e alchimia. Sunset victim; rock fanatic. Girovaga per festival e si commuove sempre sulla sigla di Fuori Orario

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