Abbandonata, pericolosa, alla mercé di ladri e teppisti, un sottobosco urbano che di notte preleva gli incassi spesso esigui dei negozianti di via Manzoni come fossero Bancomat a cielo aperto. Anche stanotte la storica via del commercio popolare di Bari è stata teatro di un furto con scasso. La vittima, questa volta, è il piccolo negozio di ortofrutta gestito da Sahadat Hossain, fra i pochi superstiti dell’ecatombe economica in cui versa la strada principe del quartiere Libertà.
Non bastano solo i soldi, è necessaria più sicurezza. “Ho già reclamato più volte il problema della sicurezza in questo quartiere – denuncia subito la vittima del furto – La sera qui non passa nessuno, eccetto qualche volante della Polizia Municipale”. Troppo poco per prevenire furti e fenomeni criminali. “Ieri la stessa sorte è toccata al mio vicino di negozio – commenta Sahadat – Questa mattina ho fatto io la spiacevole scoperta”.
Un bottino di 400 € in contanti e schede telefoniche, “a cui si aggiungono la beffa della vetrata distrutta e la cassa rubata – aggiunge amaro Sahadat – Un duro colpo per la mia attività, una spesa aggiuntiva che si aggiunge al canone d’affitto e a tutte le utenze da pagare a fine mese”.
Una vita in direzione ostinata e contraria. Quella di Sahadat Hossain è una storia che andrebbe raccontata a tutti quelli che affibbiano cliché negativi ai fenomeni migratori. Partito ancora minorenne dal lontano Bangladesh, Sahadat non ha mai smesso di rimboccarsi le maniche. Arrivato in Italia e accolto dalla cooperativa sociale CAPS, ha affrontato le sfide sferrate dalla sua nuova casa con coraggio e dedizione.
Ha ottenuto un finanziamento con Principi Attivi per mettere in piedi una squadra di cricket, ha avviato la sua attività commerciale in via Manzoni nel 2014 prima come Internet Point, quindi come commerciante. Nel mezzo si è ritagliato uno spazio come apprezzato interprete e mediatore culturale, richiesto dalle varie cooperative e associazioni che sul territorio di Bari offrono servizi alle persone migranti.
Con un’esperienza così alle spalle, è davvero difficile che il furto subito questa notte possa porre la parola fine sulla sua avventura imprenditoriale. “Sarà dura ma ripartirò – conclude fiero Sahadat, ancora alle prese con il negozio da riassettare – Mi inventerò qualcosa, ci inventeremo qualcosa per rendere questa strada nuovamente sicura e viva”.
Non resta che credergli e sperare. Parola di Sahadat.











