Cresce ancora il prezzo dell’acqua in Puglia: la tariffa media annua pro-capite è di 435 euro contro i 376 di quella nazionale. L’ incremento fra 2014 e 2015 è stato del 5,6%. Il dato sulla dispersione idrica in regione risulta in media con il resto del Paese, ma con le punte critiche di Bari (dove va disperso il 51% dell’acqua immessa nelle tubature) e di Lecce (46%).
Questi i dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che per l’undicesimo anno consecutivo ha analizzato i costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2015.
Sull’argomento è intervenuto, con una sua dichiarazione, il presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo
“Altro che acqua gratis! I pugliesi l’acqua la pagano a caro prezzo. Nel Sud abbiamo la tariffa più alta e in un solo anno, dal 2014 al 2015, l’aumento è stato addirittura del 5,6%. Così come certificato oggi dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva”.
“Eppure il centrosinistra sia durante la battaglia referendaria per l’Acqua Bene Comune, sia durante le Regionali ha sempre fatto credere ai pugliesi che solo il loro governo avrebbe garantito non solo la gestione pubblica dell’ente, ma anche l’acqua a basso prezzo se non gratis. E, invece, ogni famiglia pugliese ha annualmente un costo superiore in bolletta di almeno 50 euro (il costo annuale dell’acqua in Puglia è di 435 euro a fronte di 376 di media). Assurdo, come è assurdo che le tubature baresi perdano il 51% dell’acqua immessa e a Lecce il 46”.
E allora a cosa sono serviti gli aumenti? Se i cospicui fondi europei servono per le opere strutturali, i cittadini vengono tartassati dall’Acquedotto Pugliese per coprire altre falle che non sono quelle nei tubi, ma nella gestione. Allora, Emiliano farebbe bene a porvi subito rimedio individuando, magari, negli sprechi amministrativi dell’ente o nelle consulenze inutili ma abbondanti più delle acque, il motivo degli sconsiderati aumenti. E già che c’è Emiliano verifichi anche gli impianti di depurazione, anche quelli super tassati in bolletta, ma che danno più lavoro alla magistratura che ai manutentori.
L’Acquedotto pugliese non può essere l’ennesimo carrozzone da mantenere tassando oltre modo i pugliesi sui quali ricade il peso economico di una Regione che negli ultimi dieci anni ha dato più “poltrone” agli amici che servizi ai cittadini.”










