HomePoliticaAdisu, la nomina di Emiliano e le polemiche, da destra e sinistra

Adisu, la nomina di Emiliano e le polemiche, da destra e sinistra

Arriva, per decreto di Michele Emiliano, la nomina del nuovo presidente regionale dell’Adisu, l’agenzia regionale per il diritto allo studio. Si tratta del commercialista di Triggiano Alessandro Cataldo, cugino del marito di Anita Maurodinoia, miss preferenze alle ultime elezioni comunali di Bari con il Movimento Schittulli e nelle scorse regionali candidata (non eletta) nel Partito Democratico.

Ma fin da subito si sono scatenate numerose polemiche sulla opportunità di una nomina così fortemente imparentata con una esponente politica, e soprattutto senza una vera e propria motivazione “curriculare”.

Il primo a parlare in questi termini è Guglielmo Minervini, capogruppo regionale di “Noi a Sinistra per la Puglia”, che pur sostenendo la maggioranza di Emiliano non è certamente nuovo a distinguo e prese di distanza dall’operato del Presidente. “La nomina di Alessandro Cataldo a presidente dell’Adisu – scrive Minervini in una nota – ci lascia parecchio perplessi. Leggiamo il suo curriculum e non troviamo nulla che giustifichi un incarico così delicato e complesso, se non il rapporto di parentela con Anita Maurodinoia”.

“E invece – prosegue Minervini – ci sarebbe voluta una figura che ben conosce le problematiche del diritto allo studio, soprattutto in una fase così delicata, determinata dai nuovi parametri per il calcolo ISEE che, in Puglia, ridurrà di un terzo il numero dei ragazzi che accedono alle borse di studio. Senza dimenticarsi che oggi la Puglia ha il coordinamento di tutte le aziende regionali per il diritto allo studio, con tutto quello che questo comporta nei termini di guida e di iniziativa sul piano nazionale.  Ci attendevamo una nomina che rispondesse a criteri di questo tipo e invece la sensazione è che si stiano rispolverando logiche che da manuale Cencelli o di ripescaggio, un po’ come è avvenuto giorni fa con la nomina di Aldo Patruno, anch’egli già candidato e non eletto alle scorse regionali, alla guida del dipartimento regionale della Cultura”.

Non risparmia critiche anche Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia. “Siamo alle solite: capiamo che il centrosinistra ci tenga molto ai parenti e affini, ma adesso anche l’Agenzia per il Diritto allo Studio diventa un poltronificio per ricambiare i debiti elettorali, con la nomina del cugino di una candidata del Pd non eletta alle scorse elezioni regionali”.

“Non vorremmo tornare su temi cogenti – aggiunge Damascelli – come altre nomine familiari e di persone legate da vincoli sentimentali nello staff del presidente della Giunta regionale. Ma è sempre più evidente che nel centrosinistra qualcuno scambi i corridoi istituzionali per case private dove assegnare ad ognuno la propria stanza (e il proprio stipendio). Della serie, tutto in famiglia. Adesso – conclude Damascelli – si dica agli studenti pugliesi quali specifiche e particolari competenze abbia il neo presidente dell’Adisu, chiamato a svolgere un ruolo delicato e di garanzia del diritto allo studio ai nostri giovani”.

E Andrea Caroppo, capogruppo di Fi, ribatte e rilancia le accuse: “Prima le nomine di Arca Puglia, dove spuntano i nomi di dirigenti politici del centrosinistra o vicini agli amici degli amici. Poi, la volta del Dipartimento alla Cultura, dove il nominato – guarda caso – è stato un candidato alle scorse regionali nelle fila del Partito Democratico. Ed oggi, spunta anche la nomina del presidente dell’Adisu che, lungi dall’aver esperienza nel campo dell’Università e dell’Istruzione, ha un unico titolo, evidentemente esaustivo per i criteri di Emiliano: è il cugino di Anita Maurodinoia“

“Nessuna di queste nomine – aggiunge – si giustifica con competenze acquisite e riconosciute nei rispettivi settori. Il nuovo vertice dell’Adisu, per esempio, è un commercialista che non ha alcuna contezza dei problemi del diritto allo studio. Così come il capo dipartimento alla Cultura è un dirigente del Demanio a Roma. È chiaro che siano venuti completamente meno i principi di meritocrazia, competenza e trasparenza e che questo primo periodo di Emiliano si possa connotare come il ‘Natale’ per tutti coloro che lo hanno aiutato alle elezioni”.

“Un momento di ‘recupero crediti’, insomma. Oggi è il turno della Maurodinoia – conclude Caroppo – ma chi ha la tessera del Pd nel suo curriculum ha solo aspettare”.

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Redazione
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