Di Michael Gladwell è difficile non parlare, ogni suo libro è un esempio di come scrivere saggistica, trasmettere informazione, comunicare. Il suo ultimo libro, “Il dilemma dello sconosciuto”, è un’esplorazione indiretta delle ipotesi e degli errori che commettiamo quando abbiamo a che fare con persone che non conosciamo. In questo saggio Gladwell naviga coraggiosamente su acque turbolente che in un primo momento ci lasciano a domandarci quale nesso ci sia tra le varie vicende, quale sia il “fil rouge”.
Come ha fatto Fidel Castro a ingannare la CIA, i servizi segreti più potenti e famosi del mondo per molti anni? Perché Neville Chamberlain (primo ministro inglese) pensò di potersi fidare di Adolf Hitler? Domande che si insinuano in una trama che prende corpo con il dipanarsi, e che ne fa scaturire un racconto avvincente, che esplora i casi Di Amanda Knox e Bernie Madoff, lo show televisivo Friends al il suicidio e a Sylvia Plath, l’arresto e l’interrogatorio del terrorista Khalid Sheikh Mohammed, affrontando temi come lo spionaggio, la guerra fredda, la pedofilia, tutto per rivelarci qualcosa sul comportamento umano, qualcosa che alla fina scopriamo di noi attraverso queste storie apparentemente lontane. E’ infatti tipico di Malcolm Gladwell, raccontare varie storie della vita reale, analizzando queste vicende e lasciando il lettore trarre una conclusione naturale, che lo fa mettere nei panni di ogni personaggio. “C’è qualcosa che non va”, sostiene Gladwell, con gli strumenti e le strategie che usiamo per dare un senso alle persone che non conosciamo. E poiché non sappiamo come comunicare effettivamente con estranei, lasciamo ampio spazio a conflitti e incomprensioni errori che hanno un profondo effetto sulla nostra vita. Un libro sicuramente interessante, un trampolino di lancio da cui tuffarsi verso un’analisi più approfondita delle scienze sociali e verso la comprensione dei nostri limiti e dunque possibilità.
E dunque cosa fare? Come comunicare con successo con gli estranei? Gladwell in realtà non dà una vera soluzione, ci ricorda semplicemente che per comunicare efficacemente con le persone, bisogna sbarazzarsi degli stereotipi, cercare di essere coerenti con la realtà che viviamo in quel dato momento, essere pazienti e comprensivi perché le persone sono il sottoprodotto delle loro scelte di vita e della loro storia personale, comprendere tutto ciò ci dà maggiori probabilità di capire le motivazioni e il temperamento di una persona e dunque probabilmente una via di comunicazione e introspettiva. La versione dell’audio book, almeno quella inglese è poi una produzione diversa dalle sue precedenti ma anche da quelle da me ascoltate di molti altri libri. Una colonna sonora ripetitiva che affiora dando continuità alla trama, molti inserti “live” con la voce dei personaggi reali. Sentirete infatti le voci dei protagonisti che ha intervistato: criminologi, scienziati, psicologi. Le trascrizioni della corte vengono portate in vita con rievocazioni e anche il controverso arresto di Sandra Bland sul ciglio di una strada in Texas.
Come creare un’epidemia (culturale) nell’era digitale: “Il punto critico” di Gladwell






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