Questa mattina in Commissione Ambiente si è discusso sull’eventualità di nuove autorizzazioni per parchi eolici in Salento. “Sì alle energie pulite No all’invasione di mega mostri eolici nel Salento” il consigliere proponente Paolo Pagliaro ha puntato il dito contro il progetto di un nuovo parco eolico nell’agro salentino.
In Terra d’Arneo, che già vanta la più alta intensità d’impianti rinnovabili in Italia, due progetti di multinazionali in fase di Via presso il Ministero dell’ambiente prevedono l’installazione di 21 pale nel complesso, con altezze tra 165 e 220 metri e per una potenza di 125 megawatt totali. Previsti scavi di fondazione degli aerogeneratori e interramento di cavidotti per decine di chilometri, a danno dell’agricoltura, anche d’eccellenza.
La richiesta è di “fermare lo scempio”.
L’attenzione della Regione Puglia è massima, ha confermato l’assessore Anna Grazia Maraschio, sebbene l’Amministrazione non possa porre divieti generalizzati sulla localizzazione di impianti di energia rinnovabile – si sono espressi i Tar – e una sentenza della Consulta abbia decretato l’incostituzionalità di un regolamento pugliese che cercava di disciplinare la distribuzione di impianti sul territorio.
Il Pptr, ha consentito di porre dei paletti dove la competenza è regionale e sarà utile una raccolta di dati per monitorare le ricadute in materia del Piano paesaggistico ha aggiunto l’assessore. Occorre capire come e dove muoversi: la corsa ai progetti è data anche da incentivi statali, ma la transizione ecologica dovrà avvenire senza ulteriore sacrificio del paesaggio.
In audizione si sono espressi rappresentanti delle Province interessate e dei Comuni di Avetrana, Erchie, Guagnano, Salice Salentino, Veglie, San Pancrazio.
“La decarbonizzazione – ha sottolineato Pagliaro – e la transizione ecologica non possono diventare il cavallo di Troia per il consumo indiscriminato di un territorio agricolo fertile e prezioso, che dà linfa ai vitigni del Negramaro e del Salice salentino. Un patrimonio da preservare, da sottrarre agli appetiti delle multinazionali delle cosiddette energie pulite, perché non è vero che parchi eolici e campi fotovoltaici non inquinano. Contaminano la vista, sono cicatrici indelebili inferte alla nostra terra, ne stravolgono l’aspetto e la sostanza”.
“Serve – ha sottolineato – un’azione di pressing della Regione sul Ministero, affinché tenga conto Del valore di questo patrimonio ed eriga mura a sua difesa. Le parole dell’assessora Maraschio oggi in Commissione Ambiente ci rassicurano, perché non sono parole di resa: la Regione è pronta ad usare tutti gli scudi della legge contro queste aggressioni al territorio, e questo ci dà più forza per combattere. I sindaci delle comunità sotto assedio sono pronti ad adeguare i piani regolatori al Piano Paesaggistico Territoriale della Regione, ad evidenziare tutte le aree di pregio paesaggistico e agricolo per sottrarle a nuovi insediamenti di parchi eolici e fotovoltaici. Questa è la strada che ci è stata indicata e la batteremo con convinzione, perché non ci rassegniamo a barattare il nostro territorio per un piatto di lenticchie. Non siamo prateria di conquista”.












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