Oggi ha un nome ed un volto il complice di Mecaj Paulin, l’uomo ritenuto l’autore materiale dell’omicidio avvenuto venerdì sera fa di Giovanni Caramuscio, ucciso a Lequile mentre prelevava del denaro da uno sportello bancomat.
Alle prime luci dell’alba di oggi è infatti stato fermato il 28enne di Tricase (ma residente a Lequile) Andrea Capone. L’uomo è stato sottoposto a fermo dalla Procura della Repubblica. L’elemento più significativo che lo avrebbe incastrato sarebbe una felpa scura a maniche lunghe che i vigili del fuoco hanno ritrovato nel pozzo alle spalle del Banco di Napoli la sera dell’omicidio.
Capone deve rispondere di omicidio aggravato, porto e detenzione di arma alterata.
Molto utile ai Carabinieri è stata la testimonianza che ha riferito di un soggetto che, dopo i tragici fatti di alcuni giorni fa, era stato visto dirgersi velocemente verso un pozzo, nelle vicinanze, con in mano una busta nera di plastica. Lo stesso individuo era poi tornato sui suoi passi, ma senza più nulla in mano. I carabinieri hanno subito cercato l’involucro in quel pozzo: all’interno hanno trovato indumenti corrispondenti a quelli utilizzati durante la rapina, come documentato dai video passati in rassegna: un facile riscontro anche utilizzando i social media ha poi permesso di attribuire i capi di vestito a Capone, che è così finito in manette insieme al suo complice.
Paulin, sottoposto ieri a fermo di indiziato si trova ora nel carcere di Borgo San Nicola, in attesa della convalida del fermo da parte del giudice per le indagini preliminari.











