Per combattere la Xylella, il 22 dicembre scorso, su proposta dell’assessore all’agricoltura Donato Pentassuglia, la Ginta regionale pugliese nominava un Comitato Tecnico Scientifico (CTS). Cinque persone di alto profilo tecnico-scientifico: i professori Donato Boscia, Daniele Cornara, Andrea Luvisi, Franco Nigro e Vito Nicola Savino.
Ma cinque esperti, chiamati a fare da consulenti per l’assessore e per garantire la maggiore scientificità possibile del piano di contrasto all’avanzata della Xylella, con un atto monocratico il Presidente Michele Emiliano ha aggiunto un altro “esperto”, individuato nella figura della prof.ssa Alessandra Miccoli.
Una scelta che non ha mancato di scatenare profonde polemiche bipartisan in Regione. Da un lato, infatti, la dura accusa di Fabiano Amati, consigliere regionale del Pd, che sottolinea come “sulla vicenda xylella non posso scherzare, anche perché sono stato aggredito e minacciato per diversi anni. C‘è un territorio devastato sul piano economico e paesaggistico per colpa delle tesi negazioniste e complottiste e di chi ha dato loro credito, causando un irreparabile ritardo negli interventi. E la Regione Puglia che fa? Incarica una delle voci più forti di quelle proteste. Ho chiesto un’audizione in Commissione della nuova esperta e degli esperti del CTS per capire se per caso abbiamo sbagliato tutto o per chiedere le dimissioni o la revoca dell’incarico della nominata”.
“La nuova esperta sulla fitopatologia della Xylella – sottolinea Amati – peraltro laureata in lettere, è stata protagonista di numerose proteste, a Torchiarolo e nella provincia di Brindisi, contestando tutti i piani di contenimento che, realizzati per tempo, avrebbero salvato la Puglia dalla distruzione prima e dall’avanzare del batterio poi. La Miccoli in una intervista all’emittente locale Tg8 nel 2015 si vantava dell’effetto domino sul blocco degli abbattimenti ottenuto grazie agli innumerevoli ricorsi al Tar, in un passaggio criticava lo stesso Emiliano che oggi la premia con questo incarico. E lo criticava per aver egli invece sostenuto che per ogni opinione c’è bisogno di una prova scientifica a supporto. Un’ovvietà, che invece la Miccoli in quell’intervista definisce un’affermazione grave. Chiedeva un tavolo serio, in quell’occasione. Eppure in un’altra manifestazione organizzata a Torchiarolo il 4 ottobre 2015 anche dall’associazione Anta che lei rappresenta, su un lenzuolo steso davanti ai microfoni era stato scritto: ‘Eradicate anche noi, no alla mafia xylella’. Capito bene, mafia xylella. Ci hanno accusato di voler distruggere il paesaggio, mentre grazie alle loro proteste e al tempo che si è perso, quel paesaggio ad oggi non mi pare un paradiso terrestre”.
A fare da eco dall’opposizione ci sono i consiglieri di Fratelli d’Italia. “Quando in Puglia c’è un assessore che lavora seriamente, puntualmente c’è Emiliano che con prepotenza, ci mette lo zampino per farlo inciampare, per rendere tutta la lotta alla Xylella meno credibile”.
“Alessandra Miccoli – ricordano – si è distinta per essere una tenace oppositrice del taglio degli ulivi malati, in piena contrapposizione con il Piano Silletti e con le tesi sostenute dalla comunità scientifica, a cominciare proprio dai Boscia, Nigro e Savino (oggi componenti del CTS) che anche grazie alle tesi dei negazionisti – e quindi della Miccoli – sono stati ingiustamente indagati, insieme al generale Silletti dalla Procura di Lecce, per accuse che poi si sono rivelate infondate”.
Ed è di 48 ore fa la notizia che, nella sola provincia di Lecce, sono definitivamente chiusi 97 frantoi (con ricadute anche per il relativo indotto economico) su 227 e la produzione di olio è scesa da oltre 20 milioni di chili a 3milioni 460 chili.
“Mi auguro – continua Amati – che la Miccoli, non laureata in Agraria, senta la necessità di dimettersi o che Emiliano le revochi l’incarico. Ma intanto ho chiesto la convocazione di Alessandra Miccoli in audizione nella Commissione Agricoltura, affinché spieghi a consiglieri regionali, all’assessore Pentassuglia e al comitato tecnico scientifico, composto cioè da esperti veri da lui stesso nominati, dove abbiamo eventualmente sbagliato o dove ha sbagliato”.











