Dallo scorso 23 giugno la pugliese Angela Barbanente è stata eletta presidente della Società italiana degli urbanisti (SIU), dall’Assemblea che si è riunita a Brescia. Docente ordinario in Tecnica e Pianificazione Urbanistica al Politecnico di Bari, è stata tra l’altro assessore alla Qualità del Territorio della Regione Puglia, dal 2005 al 2015, e dal 1990 al 1998 presidente della sezione Puglia dell’Istituto Nazionale di Urbanistica.
La tavola rotonda che ha concluso i lavori dell’Assemblea della SIU ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra INU e SIU, a cominciare dalle dichiarazioni del presidente uscente Maurizio Tira e dal segretario generale dell’INU, Francesco Domenico Moccia. Un campo fertile è senza dubbio quello della proposta di una nuova legge di principi sul governo del territorio, su cui sarà incentrato il Congresso dell’INU in programma a Bologna dal 17 al 19 novembre prossimi.
La presidente Barbanente, parlando della interconnessione tra INU e SUI e della legge in materia di governo del territorio l’ha definita “necessaria. E’ assurdo che sia in vigore una legge datata 1942. E’ importante che si limiti a dettare i principi fondamentali, perché l’esercizio della potestà legislativa da parte delle Regioni ha determinato una profonda articolazione e differenziazione di quadri normativi, strumenti e pratiche di governo del territorio, e non si può correre il rischio di complicare la materia o di interrompere processi di innovazione in atto. La legge deve poi guardare al futuro ponendosi in una prospettiva di lungo termine, per aiutarci a fronteggiare la crisi climatica e ambientale del nostro pianeta”.
Per la Barbanente “sono attese una molteplicità di sfide che riguardano almeno tre campi di azione: la ricerca e didattica universitaria, la professione, il contributo dell’urbanistica alle politiche pubbliche, con particolare attenzione a quelle legate all’importante disponibilità di risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.
In riferimento a quest’ultimo argomento non ha dubbi che ci sia non solo spazio ma necessità di governo del territorio visto che “proprio il territorio, integrando la dimensione naturale e quella antropica e culturale, è allo stesso tempo oggetto e soggetto delle iniziative del PNRR. Non si tratta solo di assicurare il coordinamento delle diverse azioni ma soprattutto di far sì che gli interventi realizzati contribuiscano a elevare la qualità delle condizioni di vita e ridurre le diseguaglianze sociali. Gli avvenimenti di questi giorni – ondate di calore, siccità, nubifragi, tragedie come quella del ghiacciaio della Marmolada, recrudescenza della pandemia –, dimostrano l’estrema fragilità dei nostri sistemi territoriali. Abbiamo il dovere di mettere le nostre conoscenze al servizio delle politiche pubbliche: è una grande responsabilità, per pianificare occorre conoscere il territorio, a cominciare dalla sua storia, dalle sue fragilità e potenzialità”.











