HomePoliticaRegolamento Scuola regionale di Protezione Civile. Sì unanime della VI Commissione

Regolamento Scuola regionale di Protezione Civile. Sì unanime della VI Commissione

Sì unanime  da parte della VI Commissione della Regione Puglia alla delibera di Giunta n.278/23 relativa  al Regolamento della Scuola regionale di Protezione Civile.

Presenti il Presidente del Comitato regionale di Protezione Civile, Maurizio Bruno ed il Capo del Dipartimento di P.C., Nicola Lopane, la Commissione  ha dunque condiviso pienamente la  necessità di una  Scuola  in grado di  formare gli operatori chiamati ad operare  come sistema e non come singolo.

Molta la strada che resta da fare, secondo il direttore Lopane,  e che può essere sintetizzata nell’acquisizione della consapevolezza che la Protezione Civile funziona se viene vissuta da ognuno come dovere civico. L’ultimo “allert” per il maremoto in Turchia e che ha  allarmato per buona parte della notte tutte le regioni  della costa adriatica, è stata presa ad esempio per  indicare  le lacune  di un sistema. “ Fortunatamente l’allarme è cessato senza che potessero verificarsi  condizioni che rendessero necessario  l’intervento: l’abbiamo quindi  metabolizzata come una grande  esercitazione che ha messo in luce problemi sui quali intervenire”. Se  la normativa dice che l’allarme per il rischio deve essere comunicato via fax , mail o telefono, ad esempio, procedere  in questo senso esaurisce la responsabilità della fonte. Ma cosa succede  se è notte e nei Comuni nessuno risponde? E se accade  dopo le 14 del venerdì, chi guarderà la segnalazione di rischio prima del lunedì mattina? Ecco che  si  manifesta, prepotente, la considerazione che  la Protezione Civile, ad ogni livello, non può conoscere orari di lavoro, né fine settimana, né festività. Ed infatti sono stati moltissimi, in questa imprevista esercitazione, i Comuni che non è stato possibile contattare, i numeri telefonici  superati, gli indirizzi mail cambiati e non comunicati. Cosa sarebbe accaduto se l’allarme maremoto non si fosse trasformato in una “esercitazione”? Ci saremmo accontentati di sapere che le procedure previste erano state esperite e che le “ carte” erano a posto?

Quindi formazione, delle coscienze, prima di tutto, di un rinnovato senso del dovere civico che in noi, popoli per tanti versi fortunati, scatta solo durante le emergenze. Ecco. Occorre formare tutti, a partire dai  più piccoli, dai “ volontari del domani”, così come dagli amministratori del  prossimo futuro,  che gli eventi più terribili sono in realtà “esercitazioni” che non restano tali e che durante le quali tutti, anche il singolo cittadino, deve  essere informato per sapere come comportarsi.

La Commissione ha poi rinviato le audizioni richieste dai consiglieri Picaro e Di Cuia su richiesta degli stessi  consiglieri richiedenti.

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Redazione
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