I crediti incagliati sono al momento l’ostacolo principale che si frappone tra la realizzazione dei lavori di adeguamento edilizio con le sovvenzioni statali del Superbonus 110% e la possibilità per le imprese che operano nel settore di avere liquidità e disponibilità economica immediata per far fronte alla loro attività.
Alle imprese, infatti, non sono sufficienti i crediti fiscali concessi dallo Stato, ma devono essere trasformati in contante e denaro disponibile per poter pagare fornitori e dipendenti. A questa operazione di solito ci pensano banche ed intermediari finanziari, che però accettano lo scambio (guadagnandoci) fino a quando hanno spazio fiscale disponibile.
Nel momento in cui il mercato è pieno di crediti fiscali questi non trovano più spazio di compravendita, e quindi si incagliano di fatto paralizzando l’attività imprenditoriale, con aziende che si ritrovano piene di crediti ma vuote di liquidità e spesso in crisi.
Per cercare di risolvere questa situazione creata da un provvedimento che nella sua natura non prevede meccanismi di compravendita e di compensazione oltre le regole di mercato, allora in molti stanno pensando a modalità di acquisto pubblico per supportare le imprese.
In Basilicata, ad esempio, la legge sui crediti incagliati è operativa da tempo, e gli Enti regionali già operano in tal senso, aiutando le imprese del settore edile.
In Puglia lo scorso 3 agosto il Pd ha presentato una proposta di legge che ricalca quanto già operativo in Basilicata.
Ieri arriva una mozione da parte di Fratelli d’Italia per impegnare la Giunta a promuovere l’acquisto dei crediti attraverso i suoi Enti pubblici economici regionali e/o società partecipate.
“Una mozione che si inserisce nel solco di un vero e proprio modello promosso da Fratelli d’Italia in Basilicata, approvato dal Consiglio regionale lucano su proposta del Capogruppo Tommaso Coviello e che ha già ottenuto parere favorevole da parte del Ministero dell’Economia”, afferma il consigliere regionale Michele Picaro, primo firmatario della mozione condivisa anche dal capogruppo Francesco Ventola e dai consiglieri Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone e Renato Perrini. Attraverso la nostra mozione – spiega Picaro – intendiamo sollecitare il presidente Emiliano ad attivarsi a monitorare, anche attraverso l’istituzione di un’apposita piattaforma elettronica, l’andamento degli interventi e dei crediti fiscali, consentendo la pubblicazione e la consultazione tra gli operatori delle domande e offerte di acquisto di detti crediti. La Regione Puglia deve favorire, per il tramite di propri enti pubblici economici regionali e/o società partecipate, il trasferimento dei crediti fiscali al fine di conseguire il loro massimo realizzo, fermo restando la facoltà di cessione di un credito d’imposta di pari ammontare ad altri soggetti. Così come deve promuovere l’acquisto dei crediti, attraverso i suoi enti pubblici economici regionali e/o società partecipate da essa controllati anche per un loro utilizzo diretto in compensazione, nei limiti della capienza fiscale e contributiva propria. Chiediamo inoltre alla Regione Puglia di stabilire i criteri per la valutazione della consistenza della capacità di compensazione annua mediante modello F24 degli enti pubblici economici regionali e/o società partecipate da essa controllati e di stabilire che l’acquisto dei crediti dovrà avvenire in ogni caso a condizioni di mercato e, comunque, entro un prezzo non superiore al valore nominale del credito”, conclude Michele Picaro.
Una mozione che, nei fatti, ricalca quanto scritto in Basilicata, e quindi quanto presentato dal Pd, e che naturalmente non ha mancato di scatenare una polemica tanto politica quanto sterile su una sorta di primogenitura dell’iniziativa.
Dal Pd risponde Filippo Caracciolo, che sottolinea come quella di Fdi sia “una iniziativa lodevole ma tardiva. Lo scorso 3 agosto, infatti, è stato depositato dal Pd un disegno di legge sullo stesso tema”.
“La proposta di legge firmata dal collega Raffaele Piemontese – spiega Caracciolo – promuove la circolazione dei crediti fiscali tramite l’acquisizione, da parte di enti pubblici regionali e delle società controllate dalla Regione e nasce per far fronte alla situazione di grande difficoltà per imprese, liberi professionisti e famiglie emersa nel corso dei mesi successivi al blocco dei superbonus edilizi deciso proprio dal governo nazionale a guida Meloni nello scorso febbraio”.
“Invitiamo – conclude Caracciolo – i colleghi di Fratelli d’Italia a condividere la nostra proposta con un voto favorevole in consiglio dando così una risposta concreta alle tante famiglie messe in difficoltà dall’impossibilità di riscuotere i crediti maturati”.
“La nostra non è tardività – replicano da FdI – semmai prudenza nel presentare alle imprese e professionisti pugliesi una soluzione al problema dei crediti fiscali da superbonus incagliati quanto più certa ed efficace possibile. Nel mentre il PD presentava un “copia-incolla” della Legge Regionale Basilicata n. 20/2023, il gruppo Fratelli d’Italia ha atteso il parere del Mef che ha dichiarato detta legge costituzionale e coerente con il quadro legislativo nazionale. Ogni questione di primogenitura è già superata dalla Regione Basilicata, per cui siamo noi a chiedere al Pd, così come a tutti i gruppi consiliari, di sottoscrivere l’urgenza della mozione, affinché la stessa sia discussa alla prima seduta di Consiglio che sarà convocato a metà settembre”.
Insomma, chi sia il padre politico dell’iniziativa alle imprese edili pugliesi poco importa. Potranno vendere i loro crediti al pubblico ed avere ossigeno per la loro operatività? potranno portare in compensazione tramite f24 i loro crediti oppure no? La politica decida, e faccia presto. Mozione, proposta di legge o no. Lo chiedono i tanti pugliesi che hanno i cantieri bloccati, i tanti dipendenti di settore che aspettano i loro stipendi e tanti imprenditori onesti che non sanno come andare avanti con tanti crediti e zero soldi in cassa.
Si porti in Consiglio Regionale la proposta di legge e la si approvi prima possibile. Vedremo nella prossima riunione (a proposito… non sono durate abbastanza le ferie dei Consiglieri? Ci vogliono altri 20 giorni per riunirsi?) chi sarà favorevole e chi no a questa legge che in tanto aspettano con ansia.











