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Lyondell Basell annuncia la chiusura dello stabilimento di Brindisi: 47 posti di lavoro a rischio

In pochi giorni la comunicazione e la decisione: Lyondell Basell ha avviato le consultazioni con i sindacati in vista di una possibile chiusura di una delle due unità per la produzione di polipropilene (P9T) presenti nel petrolchimico di Brindisi, con conseguente taglio occupazionale. A rischio, secondo i sindacati, vi sarebbero 47 posti di lavoro.

Una decisione, secondo l’azienda, motivata essenzialmente da due motivi: l’obsolescenza dell’impianto, uno dei più vecchi al mondo e giudicato non più competitivo, con scarse possibilità di miglioramento, e le prospettive complessive del mercato del polipropilene.

“Dopo un’analisi approfondita – commenta Jim Guilfoyle, responsabile Olefins & Polyolefins EAMEI di LyondellBasell -, riteniamo che la chiusura di questa unità sia la soluzione più sostenibile sotto il profilo vista strategico e finanziario“.

“Comprendiamo che ciò potrebbe avere un impatto su alcuni dei nostri dipendenti – aggiunge -. Ci impegniamo a discutere soluzioni con i sindacati e le parti sociali per supportarli nel miglior modo possibile. La fornitura ai nostri clienti proseguirà”.

Dal canto loro le sigle sindacali di settore Filctem, Femca, Uiltec giudicano la decisione “scellerata e inaccettabile”, anche per le modalità con cui è stata comunicata.

“Le giustificazioni appaiono quantomeno generiche come la mancanza di monomero, i costi energetici e la distanza dai mercati, oltre alla tecnologia impiegata, giudicata obsoleta e poco efficiente; tutte considerazioni che appaiono come facili alibi per un disimpegno sul territorio di Brindisi, e più in generale, sulla presenza del gruppo nel nostro paese”.

“Una importante solida multinazionale annuncia a ciel sereno la chiusura di uno stabilimento fin lì altrettanto importante e solido, l’invito a decine di lavoratori a traslocare armi e bagagli in un’altra regione, l’esubero di 47 operai. Il quadro sarebbe surreale se non fosse accaduto nella realtà. Precisamente a Brindisi, dove la LyondellBasell – tra le maggiori aziende chimiche del Paese – assume unilateralmente una decisione destinata a originare una serie di catastrofiche conseguenze anzitutto ai danni dei lavoratori e delle loro famiglie, ma certamente anche incidendo sull’assetto industriale ed economico del territorio” così ha commentato Toni Matarrelli, presidente della Provincia di Brindisi.

“Di fronte ad un rischio di tale entità, è urgente sollecitare l’intervento – anzi: la mobilitazione – delle più alte istituzioni democratiche. Il Governo per primo, soggetto costituzionalmente deputato ad interdire il meccanismo innescato dalla LyondellBasell. Poi certamente tutti i parlamentari, i consiglieri regionali e i sindaci della provincia, per rendere concreto e visibile, davanti a questa grave emergenza, un fronte univoco di salute pubblica. Io, dal mio canto, ci sono”.

“Una situazione da seguire con la massima attenzione  – sottolinea il commissario regionale di Forza Italia Mauro D’Attis – perché potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza stessa dell’intero stabilimento, ma non solo: sono preoccupato per l’effetto a catena che potrebbe generarsi anche su realtà come Eni Versalis. Perciò, avvierò a breve un’interlocuzione con il Ministro Urso sulla questione a tutela dei tanti posti di lavoro coinvolti e dell’intero comparto industriale brindisino”.

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Redazione
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