Alla fine nel lungo braccio di ferro a distanza tra Elly Schlein e Michele Emiliano vincerà la segretaria nazionale del Pd. Non dunque un piccolo cambiamento di composizione della Giunta, per “tirare avanti”, ma un vero e proprio cambio di passo. Basta trasformismi, basta giochi di palazzo, basta allargamenti non condivisi dalla maggioranza.
La giornata di ieri è iniziata con il governatore che aveva annunciato l’intenzione di cambiare solo i due assessori che si sono dimessi. E’ è proseguito col richiamo all’ordine di Schlein: “No, non basta – è il senso della replica – avevo chiesto di più”. Ed è finita con la resa – almeno per ora, almeno a parole – di Emiliano: “Darò seguito alle indicazioni della segretaria”.
Almeno inizialmente il Governatore non aveva affatto l’intenzione di azzerare la sua Giunta dopo le uscite di Anita Maurodinoia e Rosa Barone (per motivi tra di loro molto diversi, naturalmente) e non riteneva opportuno il commissariamento della politica regionale da parte del Partito Democratico, dopo la richiesta di una verifica di maggioranza da parte del Pd pugliese.
In serata, poi, l’ennesima nota della segretaria nazionale: “Mi aspetto che Emiliano proceda a un netto cambio di fase che non può tradursi in una mera sostituzione di chi è uscito, ma solo in un concreto rinnovamento degli assetti di governo regionale che sancisca un nuovo inizio, su basi diverse. Su questa linea confido che il presidente Emiliano operi in tempi brevi e con risultati tangibili”.
“Ho chiesto al presidente Emiliano di dare seguito a quello che ho detto venerdì scorso a Bari: tenere lontani trasformisti, transfughi dal centrodestra e persone sul cui rigore morale vi sia la minima ombra”. “Nel Pd che stiamo ricostruendo – ha sottolineato – gli interessi sbagliati e le modalità opache devono trovare porte chiuse e sigillate”.
Certo che ora, con le due defezioni, sarà complicato rispettare il bilanciamento di rappresentanza maschile e femminile all’interno della Giunta regionale, prevista dalla legge e tanto ricercata da Emiliano (tanto da chiedere l’assessora ai pentastellati).
Sempre nella serata di ieri è arrivata la risposta di Emiliano: con Schlein “condividiamo la necessità di voler dare il segno a un netto cambio di fase che dia il senso di una storia dedicata al presidio di legalità e alla lotta a ogni forma di criminalità anche attraverso l’attività politica quotidiana”.
E dunque si va verso una Giunta 2.0 di Michele Emiliano, senza i Cinque Stelle, almeno in un ruolo attivo, e senza quell’Assessorato alla Legalità espressamente chiesto da Giuseppe Conte, ma che non verrà accettato soprattutto per lo stop della Schlein. Non si potrebbe, infatti, accettare una vittoria di fatto del M5S nella battaglia per la legalità all’interno del centrosinistra.











