Un vero e proprio pasticcio ieri pomeriggio in Consiglio Regionale. Per mancanza del numero legale la massima assise regionale pugliese non è riuscita a completare l’iter per la proposta di referendum popolare sull’autonomia differenziata. Dopo l’errore della scorsa settimana, in cui era stata omessa la nomina dei consiglieri delegati, era necessario un nuovo passaggio dall’aula per rimediare. Ma la procedura non è stata completata ed il primo punto all’ordine del giorno non è andato a buon fine, con tutta l’iter che, a questo punto, è saltato.
Dunque viene meno il quinto Consiglio Regionale (al momento) che possa presentare e sottoscrivere la richiesta di referendum abrogativo secondo la norma costituzionale.
Naturalmente non sono mancate le polemiche, a partire dalla dura presa di posizione della Cgil Puglia, che ha punta il dito contro la maggioranza che sostiene la lotta contro il disegno di legge Calderoli: “La mancanza di numero legale è politicamente grave, i consiglieri della Puglia possono andare in vacanza con un macigno sulla coscienza”.
“Riteniamo – sottolinea Gigia Bucci – infatti politicamente grave la mancanza del numero legale nel giorno in cui in Consiglio regionale si doveva completare l’iter per la proposta di referendum popolare sull’autonomia differenziata. Questo mentre migliaia di cittadini corrono ai banchetti allestiti da sindacati, associazioni e partiti per sottoscrivere la proposta di referendum e mentre sulla piattaforma digitale si veleggia in tre giorni verso le 300mila firme. Una sconnessione dal sentire diffuso dei cittadini pugliesi, sperando non vi siano state strane forme ritorsive in conseguenza della mancata approvazione del Trattamento di fine mandato. Sarebbe gravissima la mancanza della Puglia tra le regioni che promuovono il referendum contro il dl Calderoli, avrebbe a nostro avviso ripercussioni sul rapporto di fiducia con i cittadini e i lavoratori. Con la speranza che ci sia modo e voglia per recuperare, essendo fondamentale la Puglia per raggiungere il numero di cinque consigli regionali necessari a sostenere la richiesta di referendum”.











