Questa mattina con una cerimonia nella cappella del cimitero monumentale di Bari si sono svolti i funerali del piccolo bambino trovato senza vita nella culla termica della chiesa San Giovanni Battista a Poggiofranco.
A celebrare il rito, alla presenza anche del sindaco di Bari Vito Leccese, il vescovo dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano. Il Comune ha provveduto a pagare le spese per le esequie e la sepoltura del neonato.
“Questo di oggi è un momento di dolore e di lutto in cui ogni parola diventa inutile e dannosa. È qualcosa che ci fa molto riflettere, perché una cosa che era pensata per la vita si è rivelata una trappola mortale. Questo non può che rattristare tutti. Il mio pensiero va soprattutto alla mamma che aveva visto in questa culla un momento di opportunità”. Così l’arcivescovo di Bari al termine del funerale”.
“Ciò che è accaduto rappresenta una tragedia che ha ferito profondamente la nostra comunità – ha commentato il sindaco- che oggi, con grande dolore, si riunisce idealmente nel rendere l’estremo saluto a questo bambino, nella speranza che vicende come questa non accadano mai più. Auspico che questo dramma susciti in noi maggiore attenzione e cura verso la vita quando è più indifesa, offrendo sostegno concreto a chi vive ai margini. Eventi come questo non rimangano solo segni di dolore, ma anche di riflessione e cambiamento. Così come ha detto nella sua omelia mons. Satriano, tutti dobbiamo chiedere perdono per la nostra incapacità di guardare oltre, per le nostre omissioni”.
A margine della celebrazione è stato deciso di chiamare il piccolo con il nome di Angelo, riprendendo le parole con cui l’arcivescovo ha concluso la sua omelia: ‘Riposa in pace piccolo fratello, angelo che hai toccato nel profondo le nostre vite’”.
Per la morte del bambino sono indagati per omicidio colposo il parroco, don Antonio Ruccia, e il tecnico Vincenzo Nanocchio, che installò la culla nel 2014 e lo scorso 14 dicembre ne cambiò l’alimentatore.












