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La leadership moderna per Pasquale Adamo: dall’ascolto alle scelte per vivere oggi il futuro

Ad una settimana dall’evento EFI in Tour di Bari analizziamo  una parte importante dell’incontro, quella che ha sviscerato l’analisi di leadership ed organizzazione decisionale sulla quale si è incentrata la seconda parte dell’incontro, guidata dall’esperienza di Pasquale Adamo, Direttore Ecosistema Master Coach Italia Scuola di Coaching, coach, formatore, mediatore, trainer di PNL ed esperto di Sviluppo Risorse Umane.

Aprire la mente, il cuore e lo stomaco per cercare di vivere il futuro nel presente ed essere in grado di determinare le scelte, anche condivise, rappresentano una delle capacità “moderne” di un leader capace innanzitutto di ascoltare se stesso (chi sono io in questo contesto?) e gli altri (cosa è meglio per le persone che organizzo e dirigo?).

Una visione che parte dall’ascolto, interno ed esterno, e che porta con semplicità ad essere in grado perlomeno di avere una visione chiara del problema, per cercare di determinare la “migliore versione possibile del futuro” proprio ed aziendale.

Al termine dell’incontro abbiamo rivolto alcune domande a Pasquale Adamo, per sottolineare come la formazione di un leader e la sua capacità di guidare un gruppo di persone (di lavoro, ma non soltanto…) può essere allenata e perfezionata. Anzi… verrebbe proprio da dire che sarebbe necessario lavorarci quotidianamente, per poter davvero vivere il futuro nel presente.

1. In un contesto dominato da urgenza e iper-velocità, dove molti parlano e quasi nessuno ascolta, che cosa significa davvero per un leader “essere presente” e come si traduce questa qualità in scelte concrete?

Essere presenti, oggi, non significa semplicemente “esserci”, ma abitare davvero il momento. Un leader presente non reagisce automaticamente agli stimoli, ma sospende il giudizio, ascolta in profondità e si connette a ciò che sta accadendo ora, dentro e fuori di sé.

In un contesto di iper-velocità, la presenza diventa un atto controcorrente: è la capacità di rallentare per scegliere meglio.

Nella pratica, questo si traduce in decisioni meno impulsive, in riunioni dove si ascolta prima di parlare, in scelte che tengono conto non solo dei risultati immediati, ma delle conseguenze sistemiche nel tempo. La presenza trasforma il leader da gestore di urgenze a custode di direzione.

2. Nell’incontro di Bari hai sottolineato che non dovremmo lavorare sugli eventi, ma vivere oggi le situazioni che si evolveranno domani ed essere in grado di scegliere consapevolmente. In che modo questo cambio di prospettiva può trasformare la gestione dei conflitti all’interno di un team o di un’organizzazione?

Quando lavoriamo solo sugli eventi, interveniamo dopo, quando il conflitto è già esploso. Cambiare prospettiva significa imparare a leggere i segnali deboli, le tensioni sottili, ciò che sta emergendo prima che diventi problema.

Questo approccio trasforma il conflitto da qualcosa da “gestire” a qualcosa da comprendere.

Un team che vive il presente in modo consapevole non cerca colpevoli, ma significati: si chiede che cosa questo conflitto ci sta mostrando?

Così il conflitto diventa un luogo di apprendimento, non di rottura, e il leader diventa un facilitatore di senso, non un arbitro.

3. Nel passaggio dall’ego-sistema all’eco-sistema, quale resistenza incontri più spesso nelle persone e nei manager, e come le accompagni a superarla?

La resistenza più frequente è la paura di perdere controllo.

L’ego-sistema è rassicurante: mette il focus sull’io, sulla prestazione individuale, sul potere decisionale. L’eco-sistema, invece, chiede fiducia, apertura, interdipendenza.

Molti temono che questo significhi rinunciare all’autorevolezza. In realtà accade l’opposto.
Accompagno le persone mostrando, attraverso l’esperienza diretta, che l’ascolto profondo aumenta la qualità delle decisioni, che il coinvolgimento genera responsabilità e che un sistema vivo è più resiliente di qualsiasi leadership solitaria.

4. Hai parlato al pubblico della necessità di aprirsi (mente, cuore, stomaco) per poter “entrare” in un problema. Ma poi bisogna anche confrontarsi con gli “altri”, nel senso che non sempre le scelte dipendono esclusivamente da noi. Come conciliare questo aspetto?

Aprirsi non significa chiudersi in un percorso interiore individuale, ma prepararsi a incontrare l’altro in modo più autentico.

Mente, cuore e volontà aperti permettono di entrare nel problema senza difese, ma anche di uscire dal proprio punto di vista per includere quello degli altri.

Quando le scelte non dipendono solo da noi, la qualità della nostra presenza diventa ancora più decisiva: possiamo influenzare il campo relazionale, creare spazi di dialogo, facilitare convergenze.

Non controlliamo tutto, ma possiamo orientare il processo.

5. Se dovessi descrivere in poche parole il profilo del leader del futuro, quali competenze interiori – oltre a quelle tecniche – non potranno più mancare?

Il leader del futuro avrà meno bisogno di risposte e più capacità di stare nelle domande. Per questo, molti allievi della Scuola di Coaching MCI sono HR, Manager, Imprenditori, Professionisti. Perchè hanno compreso l’importanza delle domande e non solo delle risposte.

Le competenze interiori chiave saranno: ascolto generativo per co-creare il futuro, capacità di reggere l’incertezza, empatia sistemica e allineamento tra valori, azioni e impatto. Sarà un leader capace di generare futuro, non solo risultati.

6. L’incontro Efi in Tour a Bari è stato il primo in Puglia. Ed è stato sicuramente un momento formativo e molto interessante. Ce ne saranno altri in futuro?

Sì, l’incontro di Bari è stato un primo passo importante. L’energia, la partecipazione e la qualità delle domande emerse ci confermano che c’è un forte bisogno di spazi di riflessione e pratica sulla leadership consapevole.

Ci saranno certamente altri appuntamenti, perché il cambiamento organizzativo non è un evento, ma un processo che va coltivato nel tempo. Intanto, il prossimo appuntamento è a Milano il 20 e 21 giugno 2026 per sperimentare e apprendere la TheoryU: https://coachadamo.com/teoriau/.

Grazie coach Adamo, torneremo ancora su un argomento molto interessante come la leadership e come fare per incrementare le proprie skill in quest’ottica.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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