Una gestione da dimenticare per una azienda al collasso e che, pubblica, rischia di mandare a casa 215 lavoratori. Più che un rischio, quasi una certezza. Lavoratori che, con famiglie al seguito, sono rimasti senza lavoro a causa di una gestione della vicenda di Taranto Isolaverde S.p.A. da parte di Regione e Provincia di Taranto che lascia molte perplessità. Quasi un gioco allo scaricabarile su responsabilità e ruoli nel tentativo (c’è stato davvero?) di salvare la società in House della Provincia di Taranto che ha (aveva) il compito, tra le altre cose, di curare la manutenzione di strade, verde pubblico, pulizia dei litorali, degli impianti termici pubblici.
In pratica non è stata sospesa la procedura per i licenziamenti di una società partecipata totalmente dalla Provincia di Taranto.
Anche nell’ultima riunione tra sindacati e rappresentanti della Provincia, non si è riuscito a raggiungere alcun accordo. Le rappresentanze dei lavoratori, infatti, chiedevano un ulteriore lasso temporale per uscire dalla liquidazione – mentre l’azienda, ha confermato l’impossibilità di percorrere questa strada.
Il che significa che le lettere di licenziamento sono pronte a partire. In teoria entro 120 giorni, ma probabilmente molto prima, in maniera anche da evitare una ulteriore spesa a carico di una azienda in agonia che già ha chiesto enormi sacrifici ai lavoratori (rinuncia alla tredicesima, allo straordinario, ferie ridotte e non retribuite…) pur di provare a salvare il salvabile.
“Sono esterrefatto da tale esito. – ha sottolineato sulla vicenda Consigliere regionale pentastellato Marco Galante – Il Presidente della Provincia Tamburrano ha illuso in tutti questi mesi i lavoratori, garantendo loro il massimo impegno per salvare la società e lo stesso ha fatto l’assessore regionale Leo garantendo sin da novembre 2015 la risoluzione della situazione attraverso la firma del protocollo d’intesa con tanto di elogi alla task force”.
“Ma la verità – sottolinea Galante – è che non vi è stato altro che totale incapacità nel gestire la vicenda, limitandosi ad attribuire la responsabilità di quanto accaduto al Governo nazionale. Senza tralasciare l’assordante silenzio da parte del Governatore Emiliano che in campagna elettorale lo scorso anno aveva promesso anch’egli il massimo impegno per un esito diverso, annunciando la massima tutela per i cittadini tarantini, martoriati da mille e più problemi, tanto addirittura da convocare la prima seduta di Giunta regionale proprio a Taranto. Adesso ci si ritrova con più di 200 lavoratori disoccupati, di cui la maggior parte con un’età anagrafica troppo bassa per poter andare in pensione, ma contestualmente troppo alta per potersi considerare competitivi nel già troppo chiuso mercato del lavoro. Se non ci pensa la Regione a trovare loro una soluzione, chi potrebbe mai farlo? La triste impressione – conclude Galante – è che non si vedesse l’ora di liberarsi dei lavoratori della società Taranto Isolaverde, ora considerata “scomoda”, ma presa in considerazione con favore solo ed esclusivamente per meri fini legati al consenso elettorale.”
E sulla stessa lunghezza d’onda anche il capogruppo di Area Popolare Luigi Morgante.
“I 215 lavoratori di Isola Verde, fallita società in house della Provincia, senza alcuna collocazione e futuro nonostante ripetute e disattese promesse e impegni, sono solo gli ultimi destinati ad aggiornare drammatiche statistiche che vedono Taranto e la sua provincia registrare 118mila unità tra disoccupati (persone che hanno perso il lavoro, spesso in età troppo avanzata per sperare in un reinserimento nel mercato, e troppo giovani per la pensione, come appunto è il caso di molti ex dipendenti di Isola Verde) e inoccupati, che invece un lavoro non lo hanno mai avuto, il 45 per cento della popolazione censita dai centri per l’impiego. Mentre sull’Ilva, sui suoi 12mila dipendenti e sui 4mila da considerare nell’indotto, continuano a pesare inquietanti incognite. Così come per il porto, per l’arsenale, per le numerose aziende in crisi il cui ridimensionamento determinerebbe una vera e propria emergenza sociale”.
“Non è allora eccessivo parlare di una delle peggiori crisi economiche mai vissute dal territorio nel corso della sua storia, una crisi che va affrontata con la piena consapevolezza di tutta la sua gravità e con un’azione straordinaria di sinergia istituzionale tra Governo, Regione, Provincia, Comuni, una sempre maggiore interazione tra pubblico e privato, con una programmazione di interventi e finanziamenti capace finalmente di portare ossigeno e speranze a tante famiglie e imprese, precipitate in un baratro profondissimo. Anche gli investimenti già previsti e annunciati per Taranto evidentemente non possono essere sufficienti, in considerazione di quello che sta accadendo e che potrebbe ancora accadere. Per questo, a ogni livello, la città e la provincia chiedono e meritano coraggio, determinazione e considerazione, per non morire. E nessuno di noi può e deve sottrarsi al proprio ruolo e alle proprie responsabilità”.











