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Deficit sanità. De Santis: “Si sta distruggendo la sanità pubblica scaricando i costi sulle regioni e i cittadini”

“Il deficit in sanità non è stato creato dal centrosinistra e il centrodestra deve smetterla di fare propaganda su questo tema. Se c’è il deficit, non solo in Puglia ma in tutte le regioni italiane, a cominciare da quelle in cui governa il centrodestra, in primis la Lombardia, oltre un miliardo e mezzo, ma anche il Piemonte con 879 milioni, e poi la Basilicata, il Molise e così via, la responsabilità è del Governo nazionale che ha aumento il fondo sanitario in maniera totalmente insufficiente”.

Domenico De Santis, consigliere regionale del Partito Democratico, torna sull’aspro dibattito in corso sulle cause del deficit di 350 milioni di euro che dovrà necessariamente essere ricoperto, almeno parzialmente, aumentando le aliquote regionali dell’Irpef per una gran parte dei pugliesi.

“Nello specifico – sottolinea De Santis – il deficit pugliese si forma per i mancati finanziamenti nazionali che non coprono l’aumento dei costi energetici, i rinnovi contrattuali scaricati sulle regioni e per alcune tipologie di farmaci che prima venivano consegnati dalle farmacie ospedaliere mentre dal 2025 sono stati spostati sulle farmacie territoriali. Solo quest’ultima voce decisa dal ministero alla Puglia costa 40 milioni in più all’anno. Il centrodestra in giro per l’Italia fa la stessa nostra analisi allineandosi alla relazione della Corte dei Conti in Parlamento. Così come ha dichiarato pochi giorni fa l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Cosimo Latronico di FDI denunciando i mancati fondi nazionali: “A fronte di un incremento della spesa sanitaria del 3,64%, il fondo cresce solo dell’1,86%, determinando un divario che incide sui bilanci regionali”.

“Oggi, invece, gli fa eco il presidente della Regione Molise Roberti, di Forza Italia, che ha denunciato un “ricatto economico”, con i commissari ministeriali che chiedono chiusure di reparti e di ospedali altrimenti la regione Molise non otterrà i fondi promessi. Ora basta, non si specula sulla vita e sulla salute delle persone, la sanità è un diritto costituzionalmente garantito e le regioni non possono tagliare le cure ai cittadini e alle cittadine perché il Governo non garantisce i fondi necessari. Consiglio alla destra locale di smetterla di avere una posizione in Puglia e una diversa in Lombardia, Molise, Piemonte, Basilicata. È giunto il tempo di smetterla di fare propaganda e dire la verità: servono maggiori fondi alla sanità nazionale, altrimenti il sistema crolla. Il Governo nazionale tagli i miliardi per le spese militari e li metta sulla sanità per evitare che questi costi si ripercuotano sulle regioni e quindi sui cittadini italiani. Purtroppo la legge impone alle regioni di intervenire con l’aumento delle aliquote, se non lo facessero sarebbe direttamente Roma a farlo, e allora si che sarebbe una manovra lacrime e sangue per i pugliesi”.

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Redazione
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