Due spettacoli, due linguaggi artistici differenti e un unico filo conduttore: l’indagine sulla memoria, le relazioni umane e il peso che il presente eredita dal passato. Prosegue così la quarta edizione di «Vivaio – Coltivare il teatro in città», il festival diretto a Terlizzi da Michele Altamura e dedicato alla ricerca teatrale contemporanea, alle nuove scritture e agli artisti emergenti della scena italiana. Sabato 18 luglio, nello spazio polifunzionale Alle S.e.r.r.e., immerso nella natura e concepito come luogo di incontro, condivisione e sperimentazione, il pubblico potrà assistere a un doppio appuntamento capace di attraversare temi profondamente attuali attraverso forme sceniche innovative con gli spettacoli “La cara dei vecchi” e “Ballavamo sempre”.
Alle 21 sarà presentato “La cara dei vecchi”, testo di Elvira Buonocore con la regia di Pino Carbone e l’interpretazione di Anna Carla Broegg. Lo spettacolo, vincitore del bando Network Drammaturgia Nuova, racconta la storia di una giovane donna che vive accanto ai due nonni disabili, in un quotidiano scandito dalla malattia e dall’assistenza. L’amore, il dovere e il senso di responsabilità finiscono progressivamente per trasformarsi in una prigione, fino a spingere la protagonista verso un gesto estremo che assume il valore di una ribellione. Attraverso una drammaturgia intensa, in cui convivono cinema e teatro per raccontare la stessa vicenda da prospettive differenti, lo spettacolo affronta interrogativi universali: fino a dove può spingersi un essere umano per chi ama? Quanto può gravare il peso di una generazione sulle spalle di quella successiva? Ne emerge il ritratto di una solitudine che diventa specchio di un conflitto familiare, sociale e generazionale.
Prodotto da Teatro Libero Palermo, Fondazione Luzzati/Teatro della Tosse, Network Drammaturgia Nuo4va e Progetto Nichel, lo spettacolo reca la firma di un artista sensibile a queste tematiche, Pino Carbone, formatosi all’Accademia del Teatro Bellini di Napoli e capace nel tempo di sviluppare un percorso che da anni intreccia teatro, impegno sociale e attività nelle carceri e nei contesti di fragilità. Un percorso contrassegnato dall’invito alla Biennale Teatro di Venezia nel 2019. A sua volta, Elvira Buonocore, drammaturga diplomata alla Bellini Teatro Factory, affianca alla scrittura una significativa esperienza come attrice.
Alle 22.30 il festival proseguirà con “Ballavamo sempre”, progetto di BumBumFritz, duo artistico formato da Giovanni Frison e Michele Tonicello. Lo spettacolo nasce da un lungo lavoro di ricerca svolto nelle Rsa di Pergine Valsugana, Borgo Valsugana e Trento, dove gli artisti hanno raccolto ricordi, racconti e canzoni degli ospiti, registrando voci e melodie poi trasformate in una partitura di musica elettronica. Il risultato è un intenso «dancefloor della memoria», uno spazio sonoro in cui testimonianze, campionamenti e performance dal vivo dialogano per interrogarsi sul rapporto tra passato e presente.
Partendo dall’idea che le canzoni siano spesso l’ultimo ricordo a resistere quando tutto il resto sembra svanire, “Ballavamo sempre” riflette su ciò che resta dell’esperienza individuale e collettiva, chiedendosi quanto siamo cambiati nell’ultimo secolo e quali memorie continuino ancora oggi a definire la nostra identità. Frison, compositore e sound designer, e Tonicello, attore e autore impegnato anche nella formazione teatrale, costruiscono così una performance che unisce parola, corpo e musica in un dispositivo scenico originale, riconosciuto nel 2025 con il Premio Scenario – Stefano Cipiciani.
Il festival è ideato e organizzato dal collettivo teatrale VicoQuartoMazzini insieme alla Cooperativa Sociale Zorba con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, della Regione Puglia, con il patrocinio del Comune di Terlizzi e di Rai Puglia e la media partnership di Rai Radio 3. «Vivaio»
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