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Un vuoto di governance lungo un mese e mezzo nel pieno della tempesta finanziaria che sta travolgendo la sanità pugliese. La situazione di Sanitaservice Foggia, la società in house dell’Azienda Sanitaria Locale foggiana che gestisce i servizi ausiliari e di supporto, torna al centro dello scontro politico regionale.
A sollevare il caso è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis, che punta il dito contro il prolungato stallo nella nomina del nuovo Amministratore Unico dell’ente.
Una società “in vacatio“: il ruolo del revisore dei conti e i ritardi
A oggi, la Sanitaservice foggiana risulta priva di una guida amministrativa da oltre 45 giorni, ovvero il limite massimo previsto dalla normativa per la nomina del nuovo vertice o per la conferma del dirigente uscente. Nelle more del completamento della procedura di selezione – per la quale la ASL Foggia ha indetto un avviso pubblico –, la gestione ordinaria è ricaduta temporaneamente sulle spalle del revisore dei conti, chiamato a fare le veci dell’organo di gestione.
Un’impasse gestionale che, secondo il rappresentante di Fratelli d’Italia, difficilmente troverà uno sblocco prima della pausa estiva e che nasconde motivate tensioni di natura politica interne alla coalizione di governo regionale.
L’attacco di FdI: “Terreno di scontro tra PD e M5S”
Secondo Giannicola De Leonardis, il ritardo non sarebbe un mero inconveniente burocratico, bensì la spia di un conflitto politico non risolto:
«Il tema delle Sanitaservice in Puglia non è solo afferente a una questione di sprechi che si potrebbero tagliare o di personale da internalizzare», dichiara il consigliere regionale. «È un modello di società in house ormai anacronistico e inadatto alla ragione sociale per cui era stato creato, ma soprattutto è diventato terreno di scontro e di lotta intestina tra PD e Movimento 5 Stelle per la gestione del potere».
Secondo l’esponente di centrodestra, le società controllate dalle ASL sarebbero state trasformate nel tempo in bacini di consenso e di occupazione di poltrone, a scapito dell’efficienza e della tenuta dei conti pubblici.
Disavanzo sanitario e l’aumento dell’Irpef: la critica alle scelte regionali
La vicenda della Sanitaservice foggiana si inserisce in un quadro ben più ampio e complesso: quello del deficit di circa 350-360 milioni di euro registrato nel bilancio della sanità pugliese. Per evitare il commissariamento da parte dei Ministeri affiancati, l’amministrazione regionale guidata dal presidente Antonio Decaro ha dovuto attivare la leva fiscale, deliberando un aumento dell’addizionale regionale IRPEF destinato alle fasce di reddito medio-alte.
Una manovra contestata con forza da De Leonardis, che critica anche la recente istituzione di Unità di Crisi e task force regionali per il rientro della spesa:
«Dai vertici della Regione i pugliesi si aspettano quel coraggio più volte invocato, ma il coraggio non richiede l’ennesima task force: serve la determinazione nel mettere la parola fine, una volta per tutte, agli sprechi veri della sanità pugliese. Troppo facile mettere le mani nelle tasche dei cittadini aumentando l’Irpef e continuare a navigare a vista senza una rotta precisa».
Sullo sfondo resta la preoccupazione per la continuità operativa di Sanitaservice a Foggia, dove i lavoratori e i servizi erogati alle strutture sanitarie locali rimangono in attesa che la politica trovi la sintesi per il nuovo Amministratore Unico.











