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Un servizio pubblico sempre più difficile da agganciare, antenne e centraline condominiali da sostituire e un panorama di emittenti locali storiche spazzato via per far spazio a televendite a ciclo continuo. È questo il quadro scoraggiante che emerge dalle numerose segnalazioni giunte alla nostra redazione da parte dei residenti di Bari e dei comuni della provincia.
La transizione tecnologica verso il DVB-T2 (il digitale terrestre di nuova generazione), pensata per migliorare la qualità delle trasmissioni e liberare frequenze per il 5G, si sta trasformando in un vero e proprio disservizio per migliaia di utenti pugliesi, colpendone in particolare le fasce più fragili.
Il nodo degli impianti: famiglie e condomini messi ai margini
Il primo grande ostacolo con cui si stanno scontrando i cittadini è di natura strutturale. Non basta possedere un televisore o un decoder di ultima generazione: il nodo centrale è la ricezione dell’impianto.
L’obsolescenza dei centralini: moltissimi condomini dell’area metropolitana di Bari montano centraline di filtraggio e orientamento non adeguate alle nuove frequenze destinate ai multiplex nazionali (Rai, Mediaset) e locali.
Costi insostenibili: per ripristinare una visione corretta, le famiglie si trovano di fronte a preventivi per l’adeguamento di antenne e centraline che oscillano da centinaia a migliaia di euro. Un esborso economico che molte assemblee condominiali e nuclei familiari a basso reddito non sono in grado di sostenere.
Il risultato? Interi palazzi e abitazioni private restano privi dei principali canali generalisti, pur continuando a versare regolarmente il canone televisivo.
Che cos’è il DVB-T2 e perché è stato introdotto?
Il DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial) rappresenta l’evoluzione tecnologica del tradizionale digitale terrestre. Questo nuovo standard di trasmissione televisiva, abbinato al sistema di codifica video ad alta efficienza HEVC (H.265), consente di inviare una quantità maggiore di dati a parità di frequenze utilizzate. La sua introduzione si è resa necessaria a livello europeo per liberare la banda delle frequenze radio a 700 MHz, precedentemente occupata dalle emittenti televisive e ora destinata allo sviluppo delle reti mobili 5G. In termini teorici, la tecnologia DVB-T2 permette di offrire una qualità visiva e sonora nettamente superiore (con supporto all’alta definizione in HD e al 4K) e una maggiore stabilità del segnale; tuttavia, il suo recepimento richiede apparati di sintonizzazione e impianti d’antenna pienamente compatibili.
Addio al pluralismo locale: il far west delle frequenze
Oltre al danno economico, c’è la forte preoccupazione per la tenuta del pluralismo dell’informazione, un principio cardine tutelato dall’articolo 21 della Costituzione italiana.
La riorganizzazione del panorama radioelettrico ha infatti soffocato la TV di prossimità. Molte emittenti storiche del territorio pugliese, da sempre punto di riferimento per la cronaca locale, la politica cittadina e la cultura regionale, sono state costrette a chiudere i battenti o sono state riposizionate su numerazioni LCN marginali e difficili da sintonizzare. Al loro posto, la griglia dei canali si è popolata di emittenti dedicate alle televendite, privando i cittadini di un presidio informativo essenziale per la vita democratica della comunità.
“Un Paese che isola i propri anziani e penalizza chi ha meno risorse sta trasformando un diritto fondamentale in un privilegio per pochi.”
Le richieste dei cittadini al Governo: servono bonus impianti e tutela AGCOM
A subire le conseguenze più gravi di questo blackout invisibile sono soprattutto gli anziani e le fasce meno abbienti, per i quali la televisione continua a rappresentare non solo la primaria fonte di informazione quotidiana, ma anche un insostituibile strumento di compagnia e connessione con la realtà circondante.
Di fronte a un disagio ormai diffuso in tutto il territorio provinciale, dalla nostra comunità si leva una richiesta chiara e circostanziata indirizzata alle istituzioni nazionali:
Istituzione di un “Bonus Impianti Condominiali 2026”: un incentivo statale dedicato all’adeguamento e alla sostituzione di antenne e centraline d’antenna, sulla scia dei precedenti contributi erogati per TV e decoder, per non scaricare interamente il costo della transizione sulle tasche dei contribuenti.
Intervento regolatorio d’urgenza: un’azione decisa da parte dell’AGCOM e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MiMIT) per rivedere la pianificazione delle frequenze, salvaguardando il ruolo delle TV locali e garantendo una copertura uniforme e gratuita del servizio pubblico.
La transizione digitale non può e non deve tradursi in una forma di analfabetismo informativo forzato. La redazione continuerà a monitorare la situazione, dando voce alle proteste dei cittadini finché non verranno adottate soluzioni concrete.











