HomeCronacaBarletta, tragedia in un oleificio: morto operaio precipitato da 9 metri

Barletta, tragedia in un oleificio: morto operaio precipitato da 9 metri

Una nuova e drammatica pagina di sangue torna a scuotere la comunità di Barletta ed il mondo del lavoro pugliese. Un operaio di 34 anni ha perso la vita a seguito di un gravissimo incidente sul lavoro verificatosi all’interno di uno stabilimento oleario della città.

Secondo le prime ricostruzioni dei soccorritori e delle forze dell’ordine, il giovane lavoratore sarebbe precipitato nel vuoto da un’altezza di circa nove metri per cause ancora in corso di accertamento. Nonostante l’immediato intervento dei sanitari del 118, giunti sul posto unitamente al personale dello Spresal e alle forze di polizia per i rilievi di rito, le ferite riportate nell’impatto si sono rivelate fatali e ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano.

Sull’episodio la Magistratura ha aperto un’inchiesta per fare piena luce sulle dinamiche della caduta e per verificare il rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza e tutela nei luoghi di lavoro.

La Puglia in “zona rossa”: emergenza e numeri di una piaga senza fine

La tragedia di Barletta non rappresenta purtroppo un caso isolato, ma si inserisce all’interno di un quadro complessivo estremamente critico che riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro sia a livello regionale che nazionale.

I dati elaborati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega relativi ai primi sette mesi del 2026 tracciano un bilancio allarmante:

  • La Puglia tra le regioni a maggior rischio: la regione figura stabilmente in “zona rossa” insieme a Calabria, Sicilia, Campania e Liguria, con un indice di incidenza della mortalità superiore di oltre il 25% rispetto alla media nazionale. I decessi registrati in Puglia fino a luglio sono stati 29.

  • Totale vittime in Italia: nei primi sette mesi dell’anno sono state 595 le vittime sul lavoro a livello nazionale (430 in occasione di lavoro e 165 in itinere). Una lieve flessione del 2% rispetto al 2025 che però, come sottolineato dal presidente dell’Osservatorio Mauro Rossato, non rappresenta un cambio di passo rassicurante.

  • Aumento delle denunce di infortunio: a fronte di una leggera contrazione dei decessi, crescono del +5,3% le denunce complessive di infortunio sul lavoro, che toccano quota 368.085 a livello nazionale.

Lavoratori stranieri e anziani: le categorie più vulnerabili

Dall’analisi dei dati dell’Osservatorio emergono chiaramente le fasce d’età e le categorie di lavoratori maggiormente esposte al rischio infortunistico:

  • Lavoratori over 65: la fascia d’età degli ultrasessantacinquenni registra l’incidenza di mortalità sul lavoro più alta in assoluto, pari a 55,4 decessi per milione di occupati. In termini assoluti, la fascia più colpita è quella tra i 55 e i 64 anni con 153 vittime.

  • Lavoratori stranieri: il rischio di morte sul lavoro per i cittadini stranieri è oltre tre volte superiore rispetto a quello dei lavoratori italiani (46,8 morti per milione di occupati contro 14,4), registrando 169 vittime nei primi sette mesi dell’anno.

  • I settori più colpiti: le Costruzioni guidano la classifica con 76 morti in occasione di lavoro, seguite da Trasporto e Magazzinaggio (55) e Attività Manifatturiere (50).

L’ennesima vita spezzata a Barletta ripropone con forza la necessità ineludibile di un impegno corale su prevenzione, controlli e formazione continua in tutti i comparti produttivi.

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Redazione
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