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Crisi olivicola: MIMIT e MASAF a confronto per salvare i frantoi italiani e l’olio artigianale

Si è tenuto alcuni giorni fa l’atteso vertice congiunto tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF). Al centro del dibattito, le forti criticità che stanno piegando i frantoiani italiani, schiacciati dalle dinamiche di mercato legate al settore dell’olio sfuso destinato all’industria dell’imbottigliamento.

I rappresentanti dei due Ministeri hanno accolto le istanze delle categorie produttive, confermando la piena disponibilità del Governo a valutare interventi urgenti per garantire liquidità e stabilità finanziaria alle aziende della filiera.

Un riconoscimento storico per il settore

L’incontro ha segnato un passaggio di grande rilievo politico e giuridico grazie alle dichiarazioni del Sottosegretario al MASAF, Senatore Patrizio La Pietra. Il Sottosegretario ha formalizzato un principio fondamentale: i frantoiani che acquistano le olive e le trasformano in olio extravergine sono produttori di olio a tutti gli effetti. Si supera così la storica e limitante visione del frantoio inteso come semplice impianto per la molitura per conto terzi.

L’appello dei Frantoiani di Puglia: difesa della biodiversità e del territorio

A margine della riunione è intervenuto Stefano Caroli, Presidente dell’Associazione dei Frantoiani di Puglia, che ha ribadito la necessità di interventi rapidi e ha sottolineato il ruolo cruciale di queste realtà sul territorio nazionale:

«In Italia operano circa 4.800 frantoi: parliamo in media di appena un impianto per ogni comune italiano. Garantire la sopravvivenza di queste strutture è un dovere civile, economico e ambientale. I piccoli frantoi non sono semplici stabilimenti produttivi, ma presidi a tutela della biodiversità e dei territori olivicoli italiani. Possiamo creare valore reale sul mercato puntando sulla differenziazione.»

Puntare sull’Olio Artigianale per superare la crisi dello sfuso

Per superare in modo strutturale le fluttuazioni del mercato dell’olio sfuso, Caroli ha tracciato una strategia chiara, basata su trasparenza e consapevolezza del consumatore: «La svolta ci sarà quando il consumatore potrà riconoscere e premiare l’Olio Artigianale. Un ciclo di eccellenza che nasce nel frantoio con la selezione delle olive e si conclude al suo interno con il confezionamento, sotto la responsabilità del Mastro Oleario. Tutelare questa identità è l’unico modo per sottrarre le nostre aziende alla logica al ribasso della grande industria dell’imbottigliamento.»

Le associazioni di categoria rimangono in attesa dei provvedimenti d’urgenza annunciati dall’esecutivo, confermando la volontà di collaborare alla stesura di un piano strategico a lungo termine per la salvaguardia del Made in Italy oleario.

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Redazione
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