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Olio d’oliva, Orgoglio Olivicolo al Ministero: “Attuare subito il DAO, la Spagna ci ha superato”

Garantire controlli tempestivi sulle movimentazioni dell’olio sfuso, tutelare la qualità del prodotto nazionale e contrastare le frodi durante la campagna olearia in pieno svolgimento. Il movimento di rappresentanza Orgoglio Olivicolo è tornato a rivolgere un appello urgente al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, chiedendo l’immediata operatività del DAO, il Documento elettronico di Accompagnamento Olivicolo.

La sollecitazione nasce dal confronto con il panorama internazionale e, in particolare, con la Spagna, dove gli strumenti digitali di tracciabilità della filiera sono già entrati nella fase di piena applicazione normativa.

Il modello spagnolo e le novità normative di ottobre 2026

«In Spagna lo hanno reso operativo, qui da noi ancora no – contestano i rappresentanti di Orgoglio Olivicolo –. La campagna olivicolo-olearia è nel vivo, ma il DAO in Italia non è stato ancora attivato. Ci siamo fatti superare da Madrid sul piano normativo e organizzativo: alle nostre imprese servono strumenti certi e riscontri immediati sul campo».

In territorio spagnolo, l’aggiornamento di ottobre 2026 al Real Decreto 760/2021 ha introdotto la notifica informatica preventiva delle movimentazioni di olio sfuso prima della partenza della merce, unitamente all’obbligo di conferma di ricezione da parte del destinatario con verifica della classificazione merceologica. Il testo normativo ibeirco stabilisce inoltre rigidi paletti tecnici: vieta di attribuire a miscele di oli vergini categorie superiori a quelle dei componenti inferiori, impedisce ai frantoi di lavorare sanse esterne e proibisce la miscelazione dell’olio d’oliva con altri oli vegetali.

Integrazione con il SIAN e la proposta per una norma UE

Secondo Orgoglio Olivicolo, l’Italia possiede già un’infrastruttura tecnologica avanzata come il SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) e organi di controllo qualificati, che devono tuttavia essere posti nelle condizioni operativi di collegare in tempo reale partenza, trasporto, registrazioni di magazzino e bilanci di massa del prodotto.

«Chiediamo al Ministero tempi strettissimi per non compromettere la stagione produttiva in corso – prosegue la nota –. Il modello spagnolo offre misure concrete da adattare al sistema italiano: notifica preventiva, documento elettronico e riscontro dei registri. Italia e Spagna dovrebbero farsi promotrici di una disciplina europea uniforme con documenti interoperabili, applicando gli stessi principi di trasparenza al prodotto nazionale, agli scambi tra Paesi membri e all’olio importato da Paesi terzi».

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Redazione
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