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Liste d’attesa, il report Agenas: l’Italia migliora ma la Puglia resta in coda

Un Servizio Sanitario Nazionale a due velocità, in cui l’efficienza nell’erogazione delle prestazioni e il rispetto dei tempi minimi continuano a dipendere in maniera decisiva dalla regione di residenza del cittadino. I dati del monitoraggio aggiornato stilato dall’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) tracciano un quadro di generale ripresa del sistema su scala nazionale, bilanciato tuttavia da profondi divari territoriali che vedono la Regione Puglia nelle ultimissime posizioni della classifica italiana.

In Italia si contano complessivamente oltre 2 milioni di prenotazioni eseguite nei tempi stabiliti nei primi nove mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo precedente, con miglioramenti sensibili per le prime visite urgenti (salite all’81,7%) e per gli accertamenti brevi (78,2%).

Il report in Puglia: penultimo posto nazionale e gap del 44%

Se il trend evidenzia piccoli segnali di ripresa, il bilancio per la Puglia resta ancora fortemente critico e con un notevole ritardo rispetto ad altre realtà nazionali. La regione si colloca al penultimo posto della graduatoria nazionale per il rispetto delle classi di priorità sulle prime visite specialistiche.

In territorio pugliese, la percentuale di prime visite erogate entro i tempi massimi di garanzia previsti dalla legge si attesta a poco più del 55,7% (con oscillazioni fino al 63,4% a seconda della tipologia di prestazione e delle agende territoriali). Una percentuale che posiziona la Puglia ad una distanza di quasi 44 punti percentuali dalla prima della classe.

Nonostante un impercettibile miglioramento cumulativo rispetto alle rilevazioni del 2025, quasi un paziente pugliese su due che richiede una visita specialistica non urgente o programmata si trova costretto ad attendere oltre i termini di legge o a ricorrere alle prestazioni intramoenia e al privato sociale.

Bari e Taranto in sofferenza, la BAT tiene

L’analisi dettagliata dei dati Agenas e delle rilevazioni dei CUP regionali permette di tracciare la mappa a macchia di leopardo dei servizi sanitari in Puglia. Il ritardo strutturale nell’erogazione delle visite specialistiche e degli esami diagnostici non colpisce l’intera regione in modo omogeneo, evidenziando marcate differenze tra le province e tra i singoli bacini d’utenza.

A pesare in modo determinante sulle cifre complessive della Puglia (che la vedono penultima in Italia col 55,7% di prestazioni nei tempi) sono le performance dei grandi bacini d’utenza metropolitani e ionici, messi a dura prova dal volume delle richieste e dalla scopertura degli organici medici.

ASL Bari e Taranto sotto pressione: a Bari solo 1 visita su 2 è nei tempi

L’ASL di Bari registra l’indice di efficienza temporale più basso della regione, con appena il 52,4% di prime visite specialistiche garantite nei tempi di legge. L’alto tasso di urbanizzazione dell’area metropolitana e la forte attrazione esercitata dalle strutture centrali generano tempi d’attesa che per le visite oculistiche ed endocrinologiche superano frequentemente i 120 giorni solari, a fronte di un limite normativo fissato a 30 giorni per la classe B.

Condizione analoga si riscontra nell’ASL di Taranto (54,8% di rispetto dei tempi), dove la carenza di specialisti territoriali e la saturazione dei macchinari ad alta tecnologia allungano le liste per gli accertamenti diagnostici, in primis risonanze magnetiche ed ecografie complete dell’addome.

BAT e Foggia sopra la media regionale, ma lontane dagli standard nazionali

Sulla sponda settentrionale della regione, la ASL BAT si conferma l’azienda sanitaria con i dati meno critici del territorio pugliese, raggiungendo il 64,8% di erogazioni nei tempi previsti. Un risultato favorito da una migliore distribuzione dei presidi di prossimità e da una gestione più rigorosa dell’appropriatezza prescrittiva da parte dei medici di medicina generale.

Segue l’ASL di Foggia col 61,2%, sostenuta dall’apporto delle strutture accreditate e dalla rete dell’integrazione ospedale-territorio nel Tavoliere. Nel Salento, l’ASL di Lecce si posiziona al 58,1%, precedendo l’ASL di Brindisi (56,3%), dove si riscontrano colli di bottiglia importanti sulla branca ortopedica e neurologica.

Il confronto con le altre Regioni: la Basilicata in vetta al 99%

Il quadro comparativo delineato dal report Agenas certifica la spaccatura tra le diverse amministrazioni regionali:

  • Le Regioni virtuose: A guidare la classifica nazionale per il rispetto dei tempi nelle prime visite è la Basilicata, che raggiunge l’incredibile quota del 99% delle prestazioni erogate nei tempi previsti. Segguono a stretto giro le Marche col 94,7%, il Lazio col 92,3% e il Veneto col 90,5%.

  • Le realtà in forte recupero: La Liguria mette a segno il balzo più consistente dell’anno, crescendo di oltre 11 punti percentuali e salendo al 79,9% di rispetto delle tempistiche. Progressi costanti vengono registrati anche in Lombardia, Abruzzo, Emilia-Romagna e Piemonte.

  • Le Regioni in coda: Assieme alla Puglia (55,7%-63,4%), nelle ultime posizioni del monitoraggio figurano l’Umbria (62,7%) e la Sardegna (64,3%). Si segnala inoltre il netto peggioramento della Sicilia, scesa dall’86,6% dell’anno precedente al 77,8%.

Il nodo dell’appropriatezza prescrittiva e la classe P

Tra gli elementi strutturali messi in luce dall’Agenas vi è il tema della corretta attribuzione delle classi di priorità da parte dei medici prescrittori. Il report segnala che in Puglia ben il 53,6% delle prime visite viene contrassegnato con la classe “P” (Programmata).

Un dato pesantissimo se confrontato con virtuosità gestionali come quella della Toscana, dove il ricorso alla classe P si ferma al 4,1%, o del Piemonte (8,8%). Un’eccessiva concentrazione di prescrizioni in classe programmata o la sovrapposizione tra primi accessi e visite di controllo finisce per intasare i canali ordinari di prenotazione, rendendo ancor più complessa la gestione delle liste per il CUP regionale.

Le contromisure: piano straordinario di smaltimento e agende aperte

Per fare fronte al persistente divario che separa la Puglia dai vertici della classifica nazionale (guidata dalla Basilicata al 99%), la Regione Puglia e la direzione generale del Dipartimento Salute stanno predisponendo il nuovo piano straordinario per il recupero delle liste d’attesa. Tra le misure individuate figurano il blocco delle agende chiuse nei CUP, il potenziamento dell’attività libero-professionale intramoenia a carico della sanità pubblica e la revisione delle schede di appropriatezza prescrittiva per evitare la saturazione della classe di priorità P (programmata).

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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